“Vivi come se dovessi morire oggi, pensa come se non dovessi morire mai”

LA FIAT E’ IN DEBITO!

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Nei giorni scorsi, dopo la trionfale presentazione del nuovo piano industriale e l’annuncio di utili milionari, dall’Amministratore Delegato della FIAT, Marchionne, è arrivata la doccia fredda: “La nuova L-0 non si produrrà a Mirafiori bensì in Serbia”. E gli impegni presi? E le promesse fatte? Tutte rimangiate. Il Consiglio Comunale ha reagito tempestivamente con Discussioni e Ordini del Giorno. Serviranno? Mentre pubblichiamo quanto segue, è in corso la riunione convocata dal Ministro Sacconi a Torino (giustamente, a differenza di quanto sostiene il responsabile economico del Partito Democratico, perché è qui che la Fiat ha incrinato la sua affidabilità!) tra le parti interessate (anche se mancano i rappresentanti delle PMI, quelle dell’indotto, che avranno gravissime ripercussioni dal ridimensionamento di Mirafiori!), per affrontare la questione. A quel tavolo, servirà che le Istituzioni ricordino a FIAT (e a Marchionne!) tutti i benefici, gli aiuti, gli incentivi che nei decenni ha ricevuto, magari alzando anche la voce, se necessario. Bisogna impedire che FIAT utilizzi le Istituzioni come bancomat e i territori dove insedia gli stabilimenti come campeggi (ed è bene che ne sia consapevole anche la Serbia: quando Kragujevac non sarà più ritenuta “utile” verrà abbandonata al suo destino!). Bisogna che FIAT rispetti la dignità dei lavoratori, (che l’hanno resa grande!) e la funzione dei sindacati, colpendo chi prova a fare il furbo ma garantendo le persone serie e corrette! La Destra è sicuramente schierata dalla parte dei lavoratori onesti, dei padri di famiglia che senza lavoro non saprebbero come dare da mangiare ai propri figli! Nell’ipotesi in cui FIAT non volesse sentire ragioni e non volesse restituire, in termini di produzione e lavoro, al territorio e alle Istituzioni quello che ha ricevuto nei decenni, La Destra non avrebbe dubbi sulla strada da seguire: i soldi dei cittadini italiani utilizzati finora per sostenere la più grande industria italiana sono ampiamente sufficienti per nazionalizzarla. E il sudore versato dagli operai per aumentare gli utili della Ditta meriterebbe la possibilità di far partecipare gli operai stessi alla gestione (e quindi agli utili!) dell’Azienda!

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