“Vivi come se dovessi morire oggi, pensa come se non dovessi morire mai”

P1000737ANALISI DELLO STATO ATTUALE

Il Partito, così come un anno fa, sta vivendo, anche in Piemonte, un momento di profondo sbandamento ideologico e motivazionale, ulteriormente aggravato dalla frustrazione per aver affrontato con il coltello tra i denti due campagne elettorali risultate, lo diciamo senza mezzi termini, perdenti. Il partito si trova, così, con diversi eletti nelle amministrazioni locali, ma nessuna rappresentanza in Enti superiori che potrebbero dare un pò di visibilità e di sostegno economico e organizzativo. I militanti lamentano una carenza di sedi e di materiale propagandistico, e i dirigenti, a causa delle scarse risorse economiche, non riescono a fornire gli “strumenti” necessari per svolgere l’attività politica e propagandistica sul territorio.

Al contrario di quanto accadeva un anno fa, però, oggi il partito è accasciato e chiuso in sé stesso, è silente. Forse perché aggiungiamo alla carenza di mezzi, di risorse, di strutture, di uomini, la scrupolosa ricerca di una modalità di espressione che non urti coloro che domani potrebbero essere i nostri alleati. Spunti per uscite pubbliche, che avrebbero potuto attirare l’attenzione dei media sia a livello nazionale che regionale e locale, ce ne sono stati e ce ne sono tutti i giorni. Ma come possiamo far convivere le dichiarazioni in libertà dei leghisti soprattutto sull’unità nazionale, con il nostro convinto nazionalismo? E come possiamo coesistere con un partito liberista che guarda più agli industriali che agli operai? E come possiamo sostenere un governo che affama le categorie deboli e non assume provvedimenti strutturali per riformare il mondo del lavoro, la giustizia, il welfare, la scuola?

POSIZIONAMENTO NEL QUADRO POLITICO NAZIONALE

I nostri interlocutori privilegiati sono stati, finora, i partiti della maggioranza di governo! Ma come fare a trasmettere ai cittadini prima e agli elettori poi, le caratteristiche sociali, popolari, identitarie, nazionali del nostro partito? E soprattutto come comunicare che grazie a quelle caratteristiche, che ci rendono diversi da ogni altro esponente di altri partiti, noi possiamo diventare la garanzia di attenzione alle fasce sociali deboli in un governo liberista, e la garanzia di difesa dell’unità nazionale contro l’idea secessionista?

Il primo passo, quindi, è definire, attraverso percorsi seri e profondi, quale è la proposta politica de La Destra e come intendiamo realizzarla. In sostanza dobbiamo saper rispondere alle domande che tutti i giorni la gente ci pone: Chi siamo? Cosa vogliamo?

Oggi, quindi, per il partito è diventato urgente e irrinunciabile approntare un progetto politico nuovo ispirato a principi e valori immortali, per dare origine a un “Movimento Sociale Nazionale” da portare in piazza con strumenti e metodi nuovi, finalizzati a portare questa Destra al governo ai vari livelli istituzionali. Un progetto “che riporti l’etica nella politica, che riproponga, con forza e convinzione, il tema identitario e dell’unità della Nazione, che trovi una sintesi di attenzione al sociale tra l’assistenzialismo delle sinistre e il liberismo sfrenato del centro destra al governo, che ponga in via prioritaria i temi della formazione e del lavoro, come elementi indispensabili per la realizzazione piena della personalità di ogni singolo individuo nel rispetto della dignità di ciascuno” come dicevamo già nel Documento illustrato all’esecutivo Politico proprio di un anno fa. Per ottenere questo l’unica via è quella del Congresso Nazionale.

Se questo progetto politico nuovo tardasse ad essere predisposto e divulgato, noi potremmo essere, a breve, ulteriormente svuotati da un lato dalla volontà di soddisfare ambizioni personali e dall’altro dalle definitive rinunce dovute alla presa d’atto dell’impossibilità di far emergere una ideologia di destra nel quadro politico attuale.

Per predisporre il progetto politico nel dettaglio, si dovrebbe dare nuovo impulso all’attività dei Dipartimenti del Partito, magari aprendoli a contributi anche di intellettuali, scienziati, ricercatori, professionisti esterni al partito ma interessati a partecipare alla costruzione di questo nuovo progetto e successivamente coinvolgibili. Questo richiede, da parte del partito, uno sforzo per sostenere economicamente, i momenti di approfondimento e confronto (riunioni decentrate, convegni, work-shop, ecc) finalizzati a reperire nuove idee e proposte.

Una volta risposto alle domande chi siamo e cosa vogliamo, in maniera chiara, semplice, facilmente comunicabile e quindi comprensibile a tutti, dovremo decidere se percorrere il cammino verso la realizzazione del nostro progetto da soli o in compagnia, e in quest’ultimo caso in compagnia di chi.

La prima soluzione, la più semplice e la più istintiva, è quella di pensare ad un cammino solitario. Ne abbiamo la forza? Abbiamo le risorse, economiche e umane, per contrastare gli avversari, o dobbiamo sperare che la leggenda di Davide e Golia si perpetri quotidianamente? Sicuramente potremo dire di essere “duri e puri”, ma saremo veramente d’aiuto alla povera gente? Riusciremo a trasformare la nostra amata Patria in un modello di Stato moderno? 

Qui apro una parentesi perché c’è chi ipotizza di seguire questa strada dopo aver unificato l’area. Quest’ultimo è un processo in salita, come dimostrano le ultime vicende interne ad Area Destra, ma come conferma la miriade di movimenti che fanno riferimento ad un’area politica di destra, ognuno dei quali dovrebbe rinunciare a qualcosa per confluire in un unico soggetto politico nel quale scomparirebbe. Ma soprattutto questo percorso è in salita perché, nell’ambito di questa area (ma anche all’interno del nostro stesso partito) ci sono posizioni molto diversificate su alcune tematiche non irrilevanti: sacralità della vita (aborto, richiesta di introduzione della pena di morte per alcuni reati, testamento biologico); politica estera e rapporti internazionali (atteggiamento verso gli Stati Uniti, rapporto con lo Stato d’Israele e l’Autorità Palestinese, impegno dell’Italia in Iraq e in Afghanistan, atteggiamento nei confronti dell’Unione Europea, ecc.). Si potrebbe cominciare ad individuare i punti comuni, magari organizzando manifestazioni e incontri a livello locale, ma il percorso sarebbe troppo lungo.

La seconda soluzione è quella di pensare ad un cammino in coalizione. In questo caso, però, dobbiamo essere chiari con i nostri potenziali alleati sulla volontà di difendere la nostra autonomia e la nostra dignità. Quello che è successo in Piemonte deve essere un monito per le prossime occasioni. A fronte di un comportamento serio e responsabile, di un impegno spasmodico e leale, la nostra dignità politica finora è stata calpestata, ignorando la nostra volontà e disponibilità a continuare a lavorare con la coalizione e con il Presidente che abbiamo sostenuto. Inoltre, per non incrinare i rapporti, in questo periodo ci siamo ben guardati dal criticare apertamente chi non sta mantenendo pienamente gli impegni elettorali. Questo non deve più accadere, per me è un impegno preciso e solenne, anche a costo di ipotizzare un percorso solitario non solo in Regione ma anche nel Comune di Torino!

COMUNICAZIONE

Dopo che La Destra avrà approntato questo nuovo progetto politico che deve confermare i principi e i valori di riferimento (sacralità della vita, valorizzazione della persona umana e difesa della sua dignità, umanesimo del lavoro, difesa della famiglia come nucleo fondante della società, attenzione agli ultimi, difesa della nazione), ed avrà deciso di far “sognare” ancora il popolo italiano, attraverso l’identificazione di pochi temi forti nei quali gli italiani possano identificarsi, si dovrà elaborare una modalità comunicativa su scala nazionale.

Questa modalità deve avere come fulcro il Segretario Nazionale, che dia costantemente gli input necessari, che indichi la linea del Partito in coerenza con i contenuti del progetto Politico. Sarà poi compito delle sedi locali fare proprie linea e input e diffonderle attraverso una struttura radicata e diffusa, composta da esponenti credibili perché competenti nonchè esempio di eticità e di capacità di comportamento. Tale struttura, se anche oggi è ampiamente lacunosa, non tarderà ad essere completata se avremo idee chiare e precise da diffondere sul territorio. In carenza di una linea comune ogni Federazione deve fare per sé, rischiando di entrare in contrasto anche tra regioni confinanti, e non sapendo cosa rispondere quando un militante ci chiede: ma a Roma cosa ne dicono?

Inoltre bisogna porre rimedio al proliferare di “politologi da tastiera”, nonché di cortili nei quali ogni oca vuole dire la sua sulla linea del partito e sulle cose da fare: la gerarchia comunicativa, oltre che politica e organizzativa, è fondamentale per rendere credibile un partito ed i suoi esponenti, soprattutto a livello locale!

STRUMENTI E METODI

Uno strumento per migliorare la penetrazione tra la gente e per facilitare la comunicazione della nostra autonoma diversità, può essere quello di modificare o integrare il nome del partito. Introducendo aggettivi o sostantivi che qualifichino meglio quello che siamo e quello che vogliamo (siamo un Movimento Sociale e Nazionale), cominceremmo a far capire che La Destra non è al governo, che non è di Berlusconi, che non è la Lega!

Un secondo strumento, che darà frutti a più lunga scadenza, è quello della scuola di partito che non può essere svolta solo a Roma (perché sarebbe economicamente insostenibile per i più). Essa è indispensabile per rendere consapevoli i quadri dirigenti, per fornire loro strumenti e metodi per l’attività politica e per la comunicazione politica. Il supporto del partito in questo senso potrebbe essere quello di fornire le registrazioni delle lezioni tenute a Roma, a tutte le federazioni perché le somministrino ai propri quadri e militanti.

Infine, è necessario dare una struttura ben organizzata al partito sul territorio, a partire dalle sedi locali. Le federazioni provinciali, però, in assenza di un sostegno economico da parte del partito, spesso non riescono a sostenere autonomamente le spese. Eppure una sede è indispensabile: in questo senso il partito, se vuole essere radicato in ogni provincia, deve trovare il modo per finanziare l’apertura delle sedi locali.

Il partito potrà raggiungere gli obiettivi prefissati se sceglierà la strada del movimentismo, della presenza costante e autorevole nelle piazze, per le strade, tra la gente, lì dove c’è un problema, un bisogno, un’esigenza! In questo senso è opportuno individuare delle campagne politiche a livello nazionale mirate a soddisfare i bisogni della gente.

Infine, già un anno fa dicevamo: “Ma tutto questo potrebbe essere vano se a monte non è stata effettuata un’analisi della società per individuare i potenziali destinatari privilegiati dei messaggi, delle proposte e delle iniziative de La Destra. Solo se sapremo individuare preventivamente i nostri potenziali interlocutori potremo definire meglio il linguaggio e i contenuti”. In sostanza spingevamo ad effettuare un’attività di “marketing” che purtroppo non è mai stata effettuata e che invece sarebbe utile fare.

ALCUNE PROPOSTE

Alcune idee sulle quali lavorare possono essere:

-                     Riforma del sistema fiscale basata sul principio che non si possono pagare le tasse su soldi che non si hanno più perché li si è già spesi (detraibilità totale delle spese effettuate) – Un primo passo potrebbe essere quello di consentire la totale detraibilità dall’imponibile delle spese effettuate per acquisire prodotti e merci italiane.

-                     Inserire l’essere Cittadino Italiano tra gli elementi che concorrono a definire il punteggio per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e negli asili nido

-                     Garantire il diritto alla casa per tutti (inteso come diritto alla proprietà), con significativi interventi pubblici, attraverso l’istituto del mutuo sociale

-                     Creazione di una banca di credito cooperativo a sostegno della imprenditorialità giovanile e femminile, ma anche per facilitare l’accesso al microcredito delle famiglie in difficoltà e al credito per le piccole imprese e per gli artigiani e professionisti

-                     Richiamo della funzione sociale delle aziende che forniscono servizi pubblici essenziali, che non devono avere l’utile come obiettivo ma la fornitura del miglior servizio possibile al minor costo possibile

-                     Adeguamento delle risorse, dei mezzi, degli strumenti operativi e dei salari per le Forze dell’Ordine, oltre ad una riorganizzazione delle stesse per evitare inutili sovrapposizioni di competenze

-                     Lotta all’immigrazione clandestina attraverso l’applicazione rigorosa delle leggi vigenti (soprattutto per quanto riguarda i rimpatri) e attraverso iniziative che consentano di aiutare i paesi bisognosi nel loro territorio

CONCLUSIONI

Tutto quello che abbiamo sostenuto finora sarebbero solo parole se non riusciremo a urlare alla nostra società e al mondo politico che LA DESTRA C’E’, se non riusciremo a tornare a fare politica per la strada, tra la gente, se non riusciremo ad entusiasmare la gente con il desiderio di un ritorno alla politica ma a quella “pulita” come piace a noi, che risolve i problemi della vita quotidiana delle persone comuni!

E come possiamo risvegliare entusiasmo e suscitare interesse su di noi, se noi per primi non abbiamo fiducia in noi stessi e nel nostro progetto, se noi per primi ci guardiamo in cagnesco uno con l’altro, se basta una contrarietà perché ognuno si costruisca il proprio movimentino politico di cui diventa “Duce”?

Allora anche su questo, caro Segretario, dobbiamo lavorare, tutti insieme, per ritrovare fiducia in noi stessi, per ritrovare entusiasmo nel nostro progetto politico, per ritrovare la voglia di stare insieme e uniti, coprendoci le spalle l’uno con l’altro come veri camerati!

Dobbiamo costruire “uomini etici”, che siano consapevoli del proprio ruolo e delle proprie responsabilità, che si sentano parte di una comunità umana che non svenderebbero mai per niente al mondo!

Torino, lì 10/07/2010

Il Segretario Regionale

Giuseppe Lonero

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