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OSPEDALE OFTALMICO: C’E’ DI NUOVO LO SPAURACCHIO DELLA CHIUSURA?
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Sono passati 5 anni e sono state raccolte (forse inutilmente!) 40mila firme per dire no alla chiusura dell’Ospedale Oftalmico, ma la storia si ripete. E l’allarme arriva puntuale dal Comitato Intersindacale dell’Ospedale Oftalmico, che ha indetto questa mattina una Conferenza stampa per illustrare le preoccupazioni e le proposte del personale del nosocomio. Come è stato spiegato, si sta attuando lo snaturamento e il declassamento dell’ospedale attraverso la dismissione delle monospecialità e con la carenza di strumenti e personale. Una strategia sbagliata che va a cozzare con un ospedale superspecializzato, praticamente il solo in Italia, che ha un bilancio in attivo e ha ridotto drasticamente le liste di attesa per gli interventi di cataratta e non solo. Senza contare che l’ospedale è l’unico punto di riferimento per la popolazione del centro città. Quale sarà il futuro? Il Segretario Regionale de La Destra Giuseppe Lonero ha evidenziato come ” Per noi la risposta è una sola ed è dettata da motivi prettamente ideologici. La salute dei cittadini va perseguita ad ogni costo e la nostra attenzione al sociale mette la salvaguardia dei presidi sanitari al primo posto delle nostre proposte programmatiche. Cosa che tra l’altro è condivisa dal candidato Presidente Roberto Cota. Per questo motivo noi gli ospedali preferiamo aprirli piuttosto che chiuderli, soprattutto se si tratta di strutture di eccellenza come l’Oftalmico. La qualità dei servizi sanitari deve essere perseguita ad ogni costo e se si deve scegliere tra economicità del servizio o qualità delle prestazioni sanitarie anche in termini di efficienza ed efficacia, noi non abbiamo dubbi, “stiamo dalla parte del malato!”. Per questo motivo un ospedale di eccellenza come l’Oftalmico non è pensabile sia chiuso o ridimensionato, ma anzi deve essere messo nelle condizioni di fornire un’assistenza sempre migliore, tempestiva e di qualità, attraverso la dotazione di strumentazione adeguata e della migliore qualificazione possibile del personale.”