“Vivi come se dovessi morire oggi, pensa come se non dovessi morire mai”

Domenica 8 Maggio l’On. Francesco Storace sarà in Piemonte a sostegno delle liste de La Destra per le prossime elezioni di Maggio.

Di seguito il programma della giornata:

 

PROGRAMMA PIEMONTE

 SEN. FRANCESCO STORACE

 

Domenica 8 maggio 2011

 Ore 11,00   Torino – Centro Incontri Galleria d’Arte Moderna Cso Galileo Ferraris 30 – Incontro alla presenza del candidato sindaco della coalizione di centro-destra Michele Coppola, Sen. Enzo Ghigo, On. Agostino Ghiglia, On. Roberto Cota.  

Ore 13,30  Carmagnola – Pizzeria del Parco – Via San Francesco di Sales 181/1-  Pranzo con il candidato sindaco di Carmagnola della lista de La Destra Mario Scaglione. 

Ore 16  Cirie’ – Piazza San GiovanniIncontro con il candidato sindaco di Ciriè della lista de La Destra Alessandro Ballauri ed i candidati consiglieri de La Destra. 

Ore 18.30  Vercelli – Aperitivo presso l’AeroClub “Marilla Rigazio” – Viale dell’Aeronautica, 46 – insieme al candidato Presidente alla provincia Carlo Riva Vercellotti, il Segretario Provinciale de La Destra di Vercelli, candidato alla Provincia, Andrea Barone ed i candidati sindaci e consiglieri de La Destra nei comuni di Albano Vercellese e Prarolo. 

Ore 21  Trecate – Comizio al Teatro Comunale di Trecate, Piazza Cavour, con i candidati consiglieri nelle liste de La Destra e con il candidato Sindaco della coalizione Federico Binatti. 

Ore 22,00   ritorno a Milano 

Segretario Regionale La Destra Piemonte

Giuseppe LONERO

8Maggio2011

TOCRO200411

 

logo con storace

TORINO

 

COMUNE DI TORINO

La Destra appoggia il Candidato Sindaco: COPPOLA Michele

LONERO Giuseppe

ARDUINI Antonio

BALLAURI Maria Anna

BERGOGLIO Massimo

BERTOLINI Luciano

BOLOGNA Marzio

BONO Francesca

BUSCIETI Serafino

CERAOLO Gianluca

CHIARENZA Paolo

COMIN Diego

D’ANGELO Francesco

FERRANTE Paolo

FERRERO Diego

FULCO Federica Anna Maria Graziella

GRANATA Daniele

IOCER Piero Arturo

LIBERALE Patrizia

LOSITO Leonardo

MARESCA Mario Giuliano

MIGLIO Michele

MOMO Francesca

NARDOZZI Giancarlo

NISTOR Elena

PAPA Lorenzo

PAVONE Vincenzo

PIPPIA Mario

PONCINI Monica

PULLI Emanuele

ROCCARO Vincenza Carmela

SANTANIELLO Mario

SEIA Giovanni Pierino (indipendente monarchico)

STUMENO Giorgio

TAFURO Egidio

TRUNCELLITO Riccardo

USSEGLIO VIRETTA Roberto

VISCUGLIO Loredana

VITULANO Aldo

ZOCCO Matteo Salvatore

ZUFOLINI Luciana

 

 

CIRCOSCRIZIONI TORINO

Circoscrizione 1

BALLAURI Maria Anna

BONO Francesca

AMICO Angelo

ARDUINI Antonio

BERGOGLIO Gian Matteo

BERTOLINI Luciano

CHIESA Alessandra

GRASSI Fabio

LOREFICE Roberto

LOSITO Leonardo

MIGLIO Michele

MILANI Eros

MORETTO Martina Vittoria

ROSSELLI Alessandro

ROTA Angela

SPICOLA Emanuela

STRINA Enzo

USSEGLIO Enzo

VISCUGLIO Loredana

Circoscrizione 2

PAPA Lorenzo

LOSITO Leonardo

ARDUINI Antonio

BARBAROSSA Giuseppe

BONO Francesca

FERRANTE Lucia

FULCO Federica Anna Maria Graziella

LIBERALE Patrizia

LONGHITANO Giuseppe

MANFRE’ Enrico

MIGLIO Michele

MILAN Maria

PAVONE Vincenzo

RAIMONDI Mirko

ROTA Angela

SANTANIELLO Mario

TAFURO Egidio

USSEGLIO Enzo

Circoscrizione 3

BERGOGLIO Massimo

TRUNCELLITO Riccardo

BALLAURI Alessandro

BERTOLINI Luciano

CALIO’ Franca

CERAOLO Gianluca

CORCIULO Monica

D’ANGELO Francesco

FURGIUELE Luigi

LO GIUDICE Paolo

MOMO Francesca

PONCINI Monica

RITACCO Antonello

ROSSELLI Alessandro

ROSSI Mirna

SIGNORIELLO Giovanni

VENERE Giovanni

VITULANO Aldo

Circoscrizione 4

CORCIULO Monica

PAVONE Vincenzo

BARBAROSSA Giuseppe

CIANCI Giuseppe

CORIO Gianluca

FERRERO Dario

FULCO Federica Anna Maria Graziella

GRANATA Daniele

GRASSI Fabio

LIBERALE Patrizia

MUSCARIELLO Maria Rosaria

PAPA Lorenzo

PONCINI Monica

PULLI Emanuele

SIGNORIELLO Giovanni

TAFURO Egidio

VITULANO Aldo

ZUFOLINI Luciana

Circoscrizione 5

GRANATA Daniele

NARDOZZI Giancarlo

TRUNCELLITO Riccardo

BOFFA Marilena

BERGOGLIO Massimo

BOLOGNA Marzio

CASCELLA Fiorella

CIANCI Giuseppe

CORIO Gianluca

D’ANGELO Francesco

FALCO Andrea

FLOREDAN Adriano

LO GIUDICE Paolo

MILANI Eros

ROCCARO Vincenza Carmela

ROSSI Mirna

STUMENO Giorgio

USSEGLIO Robin

VOLANTI Giuseppina

Circoscrizione 6

NARDOZZI Giancarlo

PIPPIA Mario

BOFFA Marilena

CANU Roberto

CASCELLA Fiorella

ESPOSITO Enrico

FERRANTE Paolo

FERRERO Dario

FLOREDAN Adriano

ROCCARO Vincenza Carmela

RUMORA Fabrizio

SERAFINI Tiziana

SPICOLA Emanuela

STRINA Enzo

STUMENO Giorgio

VENERE Giovanni

ZINGALES Maurizio

Circoscrizione 7

PULLI Emanuele

FURGIUELE Luigi

ALAGNA Sergio

BALLAURI Maria Anna

BERGOGLIO Gian Matteo

BOLOGNA Marzio

BONO Maria Irene

BUSCIETI Serafino

DI STEFANO Gaetano

ESPOSITO Enrico

FALCO Andrea

FERRANTE Paolo

IOCER Piero Arturo

MARESCA Mario Giuliano

MIGLIO Francesca

NOLLA Maurizio

SERAFINI Tiziana

USSEGLIO VIRETTA Roberto

Circoscrizione 8

CERAOLO Gianluca

ZOCCO Matteo Salvatore

CALIO’ Franca

CHIESA Alessandra

COMIN Diego

CORNO Sergio

IOCER Piero

JANNI Alberto

LOREFICE Roberto

LORENZI Massimiliano

MAURO Erik

MIGLIO Francesca

NOLLA Maurizio

PASULO Nadia

RITACCO Antonello

SERRENTINO Walter

TOMBOLINI Ignazio

USSEGLIO VIRETTA Roberto

ZINGALES Maurizio

Circoscrizione 9

LONERO Giuseppe

LORENZI Massimiliano

BALLAURI Alessandro

BONO Maria Irene

CORNO Sergio

DI STEFANO Gaetano

DONATI Claudio

FERRANTE Lucia

FIORE Corrado

GAMBINO Luca

LONGHITANO Giuseppe

MILAN Maria

MORETTO Martina Vittoria

PASULO Nadia

RUMORA Fabrizio

SERRENTINO Walter

TOMBOLINI Ignazio

USSEGLIO Dennis

ZOCCO Matteo Salvatore

Circoscrizione 10

LONERO Giuseppe

VISCUGLIO Loredana

ALLIMONDI Gian Luigi

BUSCIETI Serafino

CANU Roberto

COMIN Diego

DONATI Claudio

FIORE Corrado

GAMBINO Luca

JANNI Alberto

MARESCA Mario Giuliano

MAURO Erik

MOMO Francesca

MUSCARIELLO Maria Rosaria

PIPPIA Mario

RAIMONDI Mirko

SANTANIELLO Mario

ZUFOLINI Luciana

PresentazioneTabulaRasa

 

Mercoledì 30 Marzo si terrà la presentazione di questo romanzo che narra lo svolgimento delle indagini di un gruppo di poliziotti impegnati a sventare un attentato il cui obiettivo è il mondo politico italiano.

Sullo sfondo dei festeggiamenti del 150° dell’Unità del nostro paese, un racconto estremamente avvincente.

Sabato parteciperò a questo interessante incontro aperto al pubblico che si pone l’obiettivo di avvicinare il mondo dei giovani alla politica.

GiovaniEPolitiche

Il presidente del Torino Urbano Cairo, oltre ai risultati poco lusinghieri della sua gestione sportiva, non ha offerto in Comune neppure una garanzia sulla ricostruzione dello stadio Filadelfia che tanto sta a cuore dei tifosi del Toro. Cairo, infatti, ha detto che il Torino Fc parteciperà alla fondazione senza specificare quanti soldi verranno investiti nella ricostruzione del Filadelfia, che prevede nuovi campi, una tribuna storica ed infine il museo del Grande Torino. Nascondendosi dietro l’ipotesi una vendita della società, annunciata da anni ma mai avvenuta, Cairo continua a non dare garanzie sul futuro del Filadelfia. Per questo avanziamo una proposta. Cairo ha preso il Torino a zero euro, se vuole lasciare lo metta in vendita a zero euro, evitando speculazioni che fanno solo male ai tifosi del Toro che continuano a sostenere la squadra con tanta passione.

Giuseppe Lonero – Segretario Regionale La Destra PiemontetoCronaca240311

Sole24Ore240311

Il leader nazionale de La Destra, Francecso Storace, è tutt’altro che distratto, al contrario il candidato sindaco del centro-sinistra Piero Fassino è quantomeno afono.

Infatti il candidato sindaco della sinistra torinese ha improvvisamente perso la favella e non riesce a far sentire nemmeno una parola per lo scandaloso tentativo di aggressione che si è perpetrato ieri sera nel centro di Torino per contestare la presenza di Berlusconi e del centrodestra a sostegno del candidato sindaco Michele Coppola. Se Fassino ha espresso una condanna per gli atti criminali di ieri sera, nessuno se ne è accorto, visto che le cronache dei principali quotidiani cittadini non l’hanno nemmeno menzionata. Ci viene il sospetto che Fassino sia diventato afono, incapace di far sentire la sua voce sui giornali e quindi ai torinesi. Il silenzio della sinistra rispetto agli atti di violenza gratuita consumati ieri sera nel centro cittadino, da parte del solito gruppo di anarchici, è vergognoso. Il Candidato Sindaco Fassino forse è in imbarazzo a condannare gli atti violenti e criminali perpetrati dagli ultimi eredi di quella ideologia comunista di cui si è fatto portavoce per decenni. Fassino faccia sentire forte e chiara la propria condanna a tutta la città e ai torinesi, i quali altrimenti si convinceranno che la sinistra torinese sia complice e connivente con questi delinquenti”.

Giuseppe Lonero – Segretario Regionale La Destra Piemonte

ConferenzaBerlusconi

Conferenza Stampa – Lunedì 21 Marzo 2011

Coppola3Simboli

La Destra ha raggiunto un accordo per correre alle comunali insieme alla Lega ed al Pdl a sostegno del candidato sindaco del centro-destra Michele Coppola. Sul nome del candidato non abbiamo mai avuto dubbi, tanto che il nome di Coppola era stato indicato da La Destra già un anno fa. Ci fa piacere, invece, che Pdl e Lega abbiano riconosciuto pari dignità al nostro partito, che è stato tra l’altro decisivo per l’elezione di Roberto Cota a presidente della Regione. Tra i punti del programma che abbiamo indicato per entrare in coalizione c’è il mutuo sociale, la preferenza dei cittadini italiani nell’accesso alle graduatorie per ottenere i servizi come ad esempio la casa popolare, e la richiesta di maggiore sicurezza sul territorio cittadino. Una nuova Torino, più bella, più viva, più sicura, più attenta alla cultura non solo di sinistra ma anche di Destra è possibile, grazie all’impegno di Coppola (ci fa ben sperare che sia assessore regionale alla Cultura) e ai militanti de La Destra che sempre saranno leali alla coalizione.

Giuseppe Lonero – Capogruppo in comune La Destra

Nella mattinata di sabato 26 LA DESTRA torinese ha dato il via ad una campagna per rivendicare le legittime aspettative dei cittadini italiani. Nei mercati cittadini, militanti de La Destra di Torino, hanno cominciato a raccolgiere le firme a sostegno della petizione per chiedere alla Regione Piemonte di modificare i requisiti per l’assegnazione degli alloggi popolari. In particolare La Destra chiede che essere CITTADINO ITALIANO sia uno dei requisiti che dà diritto a un punteggio di merito, insieme a reddito, condizioni di salute, stato di famiglia, ecc.. Solo in questo modo le famiglie bisognose di cittadini italiani, che pagano le tasse da generazioni e quindi hanno contribuito anche alla realizzazione di quegli alloggi di cui oggi hanno bisogno, possono vedere accolte le loro aspettative. Al contrario, se tra i requisiti rimanesse solo la residenza, le famiglie di cittadini stranieri, più numerose e con minori redditi (chissà poi perchè?), sopravanzerebbero, come in effetti succede nella maggior parte dei casi, quelle italiane. Il mancato soddisfacimento di una legittima esigenza, cioè una casa dove far vivere decorosamente la propria famiglia, provoca il più delle volte una giustificata reazione anti-immigrato (il più delle volte fraintesa come razzista!). Dare il giusto valore alla cittadinanza italiana nell’assegnazione delle case popolari (ma si potrebbe dire lo stesso per i posti negli asili nido, nell’assistenza sociale e sanitaria) è quindi, per La Destra, solo una esigenza di giustizia sociale!
La raccolta firme proseguirà per tutto il mese di luglio nei principali mercati torinesi.

Sabato 10 luglio il Segretario Nazionale de La DESTRA, Sen. Francesco STORACE, sarà a Torino.

L’occasione sarà utile per parlare della reale situazione politica nella nostra regione e per acquisire dal Segretario le ultime novità sul quadro politico nazionale e sulle prospettive per La Destra.

Il programma della giornata sarà il seguente:

Al mattino alle 11,30 presso il gazebo in piazza Castello di fronte al Palazzo della Giunta Regionale laddove si raccoglieranno le firme per chiedere che venga applicato il criterio della preferenza nazionale nell’assegnazione degli alloggi popolari. Alla manifestazione è stato invitato a presenziare anche il Presidente della Giunta Regionale On. Roberto Cota e sarà organizzata una conferenza stampa. Sono invitati a garantire la maggiore presenza possibile tutti i militanti, gli iscritti, i simpatizzanti e amici a partire dalle ore 11,00.

La pausa pranzo è libera.

Al pomeriggio alle 14,30 ci ritroviamo presso l’HOTEL GOLDEN PALACE in via Arcivescovado per una riunione dei quadri, alla quale sono invitati gli iscritti. Sono previsti gli interventi oltre che del Segretario Regionale e di tutti i Segretari Provinciali, anche di dirigenti ed iscritti presenti. Chiuderà i lavori il Segretario Nazionale Sen. Francesco Storace.

Provate ad andare a rileggere cosa scrivevamo il 29 aprile su questo sito: una proposta de La Destra per risolvere i problemi di liquidità delle piccole e medie imprese, degli artigiani e dei professionisti che vantano crediti nei confronti degli Enti locali, di loro Consorzi, delle ASL, ecc.. L’idea era semplice: costituire presso FINPIEMONTE un fondo che rilevasse il credito maturato da chi aveva effettuato lavori, prestato servizi o forniture alle aziende pubbliche e pagasse il creditore in tempi brevi. Questa proposta era stata sottoposta all’attenzione del Presidente COTA già in data 26 aprile, senza ricevere neanche un riscontro di avvenuta lettura o presa d’atto. Ecco perchè oggi, leggendo l’intervista al Presidente COTA pubblicata su LA STAMPA a pag. 7 (quindi sulla cronaca nazionale) abbiamo avuto prima un sussulto d’orgoglio, poi un moto di stizza! Perchè leggere le parole del Presidente leghista, secondo il quale in Regione Piemonte ”stiamo lavorando perchè Finpiemonte, attraverso l’istituto della cessione del credito, anticipi il pagamento dei fornitori. Non solo (della Regione Piemonte, ma) anche delle ASL. Diventando in prospettiva una struttura di supporto ai comuni“, significa che la nostra proposta può diventare realtà! Ma delle due l’una: o il Presidente COTA, o chi per lui, ha avuto la nostra stessa identica idea – e in questo caso si avrebbe la conferma che abbiamo fatto bene a consentirgli di diventare Presidente del Piemonte con i voti dei nostri elettori, vista la straordinaria coincidenza di vedute e di idee! – oppure ha semplicemente considerato la nostra proposta degna di attenzione al punto da lavorarci sopra per trasformarla in realtà. Ma in quest’ultimo caso, perchè il Presidente COTA non ha avuto il buon gusto, non dico di chiedere a La Destra un nominativo da inserire nel c.d.a. di Finpiemonte con specifica delega all’attuazione di questo progetto (sarebbe stato chiedere troppo, vista la guerra che c’è stata per spartirsi quelle poltrone!); non dico neanche di dichiarare al quotidiano che l’idea non era sua ma di un partito della sua coalizione (La Destra, ne ha sentito parlare?); ma almeno di darci una pacca sulla spalla, facendoci chiamare o scrivere da uno dei suoi sottouscieri, per dirci che l’idea era buona e che l’avrebbe fatta sua? Eppure il Presidente si erge spesso a paladino della meritocrazia! Forse questo criterio vale solo per i militanti padani?

“Fai del bene e scordatene” diceva mio nonno, coltivatore diretto brindisino, Cavaliere di Vittorio Veneto, combattente per la Patria!

LOGO RISOLUZIONE FEDERAZIONE PROVINCIALE DI TORINO

 A tutti gli Iscritti al partito

e p.c. Al Segretario Regionale de LA DESTRA del PIEMONTE

         Giuseppe LONERO

         Sede

Torino, lì 14 luglio 2010

Oggetto: Convocazione Congresso provinciale de LA DESTRA

Con la presente il sottoscritto Commissario Provinciale di Torino, d’intesa con il Portavoce Regionale Giuseppe LONERO, previa comunicazione alla Segreteria Nazionale,  convoca il l Congresso Provinciale della provincia di Torino in data 20 luglio 2010 ore 20.30 presso Centro Uffici Terrazza Solferino, via Bertolotti n. 7  – Torino

Secondo quanto riportato nel Regolamento del Congresso, “la convocazione del Congresso Provinciale sarà affissa nella sede della Direzione Nazionale, della Federazione Provinciale e di tutti i Comitati Comunali della Provincia almeno cinque giorni liberi prima dello svolgimento del Congresso. La convocazione verrà inoltre pubblicata sul sito ufficiale del partito “la-destra.it” e sul quotidiano telematico “destra news”.

A livello locale, questa  convocazione sarà resa nota agli iscritti tramite i normali metodi di comunicazione interna (mail, sms, telefonate, pubblicazione su sito provinciale e regionale, ecc.).

Il Commissario  Provinciale

(Valter Maccantelli)

P1000737ANALISI DELLO STATO ATTUALE

Il Partito, così come un anno fa, sta vivendo, anche in Piemonte, un momento di profondo sbandamento ideologico e motivazionale, ulteriormente aggravato dalla frustrazione per aver affrontato con il coltello tra i denti due campagne elettorali risultate, lo diciamo senza mezzi termini, perdenti. Il partito si trova, così, con diversi eletti nelle amministrazioni locali, ma nessuna rappresentanza in Enti superiori che potrebbero dare un pò di visibilità e di sostegno economico e organizzativo. I militanti lamentano una carenza di sedi e di materiale propagandistico, e i dirigenti, a causa delle scarse risorse economiche, non riescono a fornire gli “strumenti” necessari per svolgere l’attività politica e propagandistica sul territorio.

Al contrario di quanto accadeva un anno fa, però, oggi il partito è accasciato e chiuso in sé stesso, è silente. Forse perché aggiungiamo alla carenza di mezzi, di risorse, di strutture, di uomini, la scrupolosa ricerca di una modalità di espressione che non urti coloro che domani potrebbero essere i nostri alleati. Spunti per uscite pubbliche, che avrebbero potuto attirare l’attenzione dei media sia a livello nazionale che regionale e locale, ce ne sono stati e ce ne sono tutti i giorni. Ma come possiamo far convivere le dichiarazioni in libertà dei leghisti soprattutto sull’unità nazionale, con il nostro convinto nazionalismo? E come possiamo coesistere con un partito liberista che guarda più agli industriali che agli operai? E come possiamo sostenere un governo che affama le categorie deboli e non assume provvedimenti strutturali per riformare il mondo del lavoro, la giustizia, il welfare, la scuola?

POSIZIONAMENTO NEL QUADRO POLITICO NAZIONALE

I nostri interlocutori privilegiati sono stati, finora, i partiti della maggioranza di governo! Ma come fare a trasmettere ai cittadini prima e agli elettori poi, le caratteristiche sociali, popolari, identitarie, nazionali del nostro partito? E soprattutto come comunicare che grazie a quelle caratteristiche, che ci rendono diversi da ogni altro esponente di altri partiti, noi possiamo diventare la garanzia di attenzione alle fasce sociali deboli in un governo liberista, e la garanzia di difesa dell’unità nazionale contro l’idea secessionista?

Il primo passo, quindi, è definire, attraverso percorsi seri e profondi, quale è la proposta politica de La Destra e come intendiamo realizzarla. In sostanza dobbiamo saper rispondere alle domande che tutti i giorni la gente ci pone: Chi siamo? Cosa vogliamo?

Oggi, quindi, per il partito è diventato urgente e irrinunciabile approntare un progetto politico nuovo ispirato a principi e valori immortali, per dare origine a un “Movimento Sociale Nazionale” da portare in piazza con strumenti e metodi nuovi, finalizzati a portare questa Destra al governo ai vari livelli istituzionali. Un progetto “che riporti l’etica nella politica, che riproponga, con forza e convinzione, il tema identitario e dell’unità della Nazione, che trovi una sintesi di attenzione al sociale tra l’assistenzialismo delle sinistre e il liberismo sfrenato del centro destra al governo, che ponga in via prioritaria i temi della formazione e del lavoro, come elementi indispensabili per la realizzazione piena della personalità di ogni singolo individuo nel rispetto della dignità di ciascuno” come dicevamo già nel Documento illustrato all’esecutivo Politico proprio di un anno fa. Per ottenere questo l’unica via è quella del Congresso Nazionale.

Se questo progetto politico nuovo tardasse ad essere predisposto e divulgato, noi potremmo essere, a breve, ulteriormente svuotati da un lato dalla volontà di soddisfare ambizioni personali e dall’altro dalle definitive rinunce dovute alla presa d’atto dell’impossibilità di far emergere una ideologia di destra nel quadro politico attuale.

Per predisporre il progetto politico nel dettaglio, si dovrebbe dare nuovo impulso all’attività dei Dipartimenti del Partito, magari aprendoli a contributi anche di intellettuali, scienziati, ricercatori, professionisti esterni al partito ma interessati a partecipare alla costruzione di questo nuovo progetto e successivamente coinvolgibili. Questo richiede, da parte del partito, uno sforzo per sostenere economicamente, i momenti di approfondimento e confronto (riunioni decentrate, convegni, work-shop, ecc) finalizzati a reperire nuove idee e proposte.

Una volta risposto alle domande chi siamo e cosa vogliamo, in maniera chiara, semplice, facilmente comunicabile e quindi comprensibile a tutti, dovremo decidere se percorrere il cammino verso la realizzazione del nostro progetto da soli o in compagnia, e in quest’ultimo caso in compagnia di chi.

La prima soluzione, la più semplice e la più istintiva, è quella di pensare ad un cammino solitario. Ne abbiamo la forza? Abbiamo le risorse, economiche e umane, per contrastare gli avversari, o dobbiamo sperare che la leggenda di Davide e Golia si perpetri quotidianamente? Sicuramente potremo dire di essere “duri e puri”, ma saremo veramente d’aiuto alla povera gente? Riusciremo a trasformare la nostra amata Patria in un modello di Stato moderno? 

Qui apro una parentesi perché c’è chi ipotizza di seguire questa strada dopo aver unificato l’area. Quest’ultimo è un processo in salita, come dimostrano le ultime vicende interne ad Area Destra, ma come conferma la miriade di movimenti che fanno riferimento ad un’area politica di destra, ognuno dei quali dovrebbe rinunciare a qualcosa per confluire in un unico soggetto politico nel quale scomparirebbe. Ma soprattutto questo percorso è in salita perché, nell’ambito di questa area (ma anche all’interno del nostro stesso partito) ci sono posizioni molto diversificate su alcune tematiche non irrilevanti: sacralità della vita (aborto, richiesta di introduzione della pena di morte per alcuni reati, testamento biologico); politica estera e rapporti internazionali (atteggiamento verso gli Stati Uniti, rapporto con lo Stato d’Israele e l’Autorità Palestinese, impegno dell’Italia in Iraq e in Afghanistan, atteggiamento nei confronti dell’Unione Europea, ecc.). Si potrebbe cominciare ad individuare i punti comuni, magari organizzando manifestazioni e incontri a livello locale, ma il percorso sarebbe troppo lungo.

La seconda soluzione è quella di pensare ad un cammino in coalizione. In questo caso, però, dobbiamo essere chiari con i nostri potenziali alleati sulla volontà di difendere la nostra autonomia e la nostra dignità. Quello che è successo in Piemonte deve essere un monito per le prossime occasioni. A fronte di un comportamento serio e responsabile, di un impegno spasmodico e leale, la nostra dignità politica finora è stata calpestata, ignorando la nostra volontà e disponibilità a continuare a lavorare con la coalizione e con il Presidente che abbiamo sostenuto. Inoltre, per non incrinare i rapporti, in questo periodo ci siamo ben guardati dal criticare apertamente chi non sta mantenendo pienamente gli impegni elettorali. Questo non deve più accadere, per me è un impegno preciso e solenne, anche a costo di ipotizzare un percorso solitario non solo in Regione ma anche nel Comune di Torino!

COMUNICAZIONE

Dopo che La Destra avrà approntato questo nuovo progetto politico che deve confermare i principi e i valori di riferimento (sacralità della vita, valorizzazione della persona umana e difesa della sua dignità, umanesimo del lavoro, difesa della famiglia come nucleo fondante della società, attenzione agli ultimi, difesa della nazione), ed avrà deciso di far “sognare” ancora il popolo italiano, attraverso l’identificazione di pochi temi forti nei quali gli italiani possano identificarsi, si dovrà elaborare una modalità comunicativa su scala nazionale.

Questa modalità deve avere come fulcro il Segretario Nazionale, che dia costantemente gli input necessari, che indichi la linea del Partito in coerenza con i contenuti del progetto Politico. Sarà poi compito delle sedi locali fare proprie linea e input e diffonderle attraverso una struttura radicata e diffusa, composta da esponenti credibili perché competenti nonchè esempio di eticità e di capacità di comportamento. Tale struttura, se anche oggi è ampiamente lacunosa, non tarderà ad essere completata se avremo idee chiare e precise da diffondere sul territorio. In carenza di una linea comune ogni Federazione deve fare per sé, rischiando di entrare in contrasto anche tra regioni confinanti, e non sapendo cosa rispondere quando un militante ci chiede: ma a Roma cosa ne dicono?

Inoltre bisogna porre rimedio al proliferare di “politologi da tastiera”, nonché di cortili nei quali ogni oca vuole dire la sua sulla linea del partito e sulle cose da fare: la gerarchia comunicativa, oltre che politica e organizzativa, è fondamentale per rendere credibile un partito ed i suoi esponenti, soprattutto a livello locale!

STRUMENTI E METODI

Uno strumento per migliorare la penetrazione tra la gente e per facilitare la comunicazione della nostra autonoma diversità, può essere quello di modificare o integrare il nome del partito. Introducendo aggettivi o sostantivi che qualifichino meglio quello che siamo e quello che vogliamo (siamo un Movimento Sociale e Nazionale), cominceremmo a far capire che La Destra non è al governo, che non è di Berlusconi, che non è la Lega!

Un secondo strumento, che darà frutti a più lunga scadenza, è quello della scuola di partito che non può essere svolta solo a Roma (perché sarebbe economicamente insostenibile per i più). Essa è indispensabile per rendere consapevoli i quadri dirigenti, per fornire loro strumenti e metodi per l’attività politica e per la comunicazione politica. Il supporto del partito in questo senso potrebbe essere quello di fornire le registrazioni delle lezioni tenute a Roma, a tutte le federazioni perché le somministrino ai propri quadri e militanti.

Infine, è necessario dare una struttura ben organizzata al partito sul territorio, a partire dalle sedi locali. Le federazioni provinciali, però, in assenza di un sostegno economico da parte del partito, spesso non riescono a sostenere autonomamente le spese. Eppure una sede è indispensabile: in questo senso il partito, se vuole essere radicato in ogni provincia, deve trovare il modo per finanziare l’apertura delle sedi locali.

Il partito potrà raggiungere gli obiettivi prefissati se sceglierà la strada del movimentismo, della presenza costante e autorevole nelle piazze, per le strade, tra la gente, lì dove c’è un problema, un bisogno, un’esigenza! In questo senso è opportuno individuare delle campagne politiche a livello nazionale mirate a soddisfare i bisogni della gente.

Infine, già un anno fa dicevamo: “Ma tutto questo potrebbe essere vano se a monte non è stata effettuata un’analisi della società per individuare i potenziali destinatari privilegiati dei messaggi, delle proposte e delle iniziative de La Destra. Solo se sapremo individuare preventivamente i nostri potenziali interlocutori potremo definire meglio il linguaggio e i contenuti”. In sostanza spingevamo ad effettuare un’attività di “marketing” che purtroppo non è mai stata effettuata e che invece sarebbe utile fare.

ALCUNE PROPOSTE

Alcune idee sulle quali lavorare possono essere:

-                     Riforma del sistema fiscale basata sul principio che non si possono pagare le tasse su soldi che non si hanno più perché li si è già spesi (detraibilità totale delle spese effettuate) – Un primo passo potrebbe essere quello di consentire la totale detraibilità dall’imponibile delle spese effettuate per acquisire prodotti e merci italiane.

-                     Inserire l’essere Cittadino Italiano tra gli elementi che concorrono a definire il punteggio per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e negli asili nido

-                     Garantire il diritto alla casa per tutti (inteso come diritto alla proprietà), con significativi interventi pubblici, attraverso l’istituto del mutuo sociale

-                     Creazione di una banca di credito cooperativo a sostegno della imprenditorialità giovanile e femminile, ma anche per facilitare l’accesso al microcredito delle famiglie in difficoltà e al credito per le piccole imprese e per gli artigiani e professionisti

-                     Richiamo della funzione sociale delle aziende che forniscono servizi pubblici essenziali, che non devono avere l’utile come obiettivo ma la fornitura del miglior servizio possibile al minor costo possibile

-                     Adeguamento delle risorse, dei mezzi, degli strumenti operativi e dei salari per le Forze dell’Ordine, oltre ad una riorganizzazione delle stesse per evitare inutili sovrapposizioni di competenze

-                     Lotta all’immigrazione clandestina attraverso l’applicazione rigorosa delle leggi vigenti (soprattutto per quanto riguarda i rimpatri) e attraverso iniziative che consentano di aiutare i paesi bisognosi nel loro territorio

CONCLUSIONI

Tutto quello che abbiamo sostenuto finora sarebbero solo parole se non riusciremo a urlare alla nostra società e al mondo politico che LA DESTRA C’E’, se non riusciremo a tornare a fare politica per la strada, tra la gente, se non riusciremo ad entusiasmare la gente con il desiderio di un ritorno alla politica ma a quella “pulita” come piace a noi, che risolve i problemi della vita quotidiana delle persone comuni!

E come possiamo risvegliare entusiasmo e suscitare interesse su di noi, se noi per primi non abbiamo fiducia in noi stessi e nel nostro progetto, se noi per primi ci guardiamo in cagnesco uno con l’altro, se basta una contrarietà perché ognuno si costruisca il proprio movimentino politico di cui diventa “Duce”?

Allora anche su questo, caro Segretario, dobbiamo lavorare, tutti insieme, per ritrovare fiducia in noi stessi, per ritrovare entusiasmo nel nostro progetto politico, per ritrovare la voglia di stare insieme e uniti, coprendoci le spalle l’uno con l’altro come veri camerati!

Dobbiamo costruire “uomini etici”, che siano consapevoli del proprio ruolo e delle proprie responsabilità, che si sentano parte di una comunità umana che non svenderebbero mai per niente al mondo!

Torino, lì 10/07/2010

Il Segretario Regionale

Giuseppe Lonero

LA FIAT E’ IN DEBITO!

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Nei giorni scorsi, dopo la trionfale presentazione del nuovo piano industriale e l’annuncio di utili milionari, dall’Amministratore Delegato della FIAT, Marchionne, è arrivata la doccia fredda: “La nuova L-0 non si produrrà a Mirafiori bensì in Serbia”. E gli impegni presi? E le promesse fatte? Tutte rimangiate. Il Consiglio Comunale ha reagito tempestivamente con Discussioni e Ordini del Giorno. Serviranno? Mentre pubblichiamo quanto segue, è in corso la riunione convocata dal Ministro Sacconi a Torino (giustamente, a differenza di quanto sostiene il responsabile economico del Partito Democratico, perché è qui che la Fiat ha incrinato la sua affidabilità!) tra le parti interessate (anche se mancano i rappresentanti delle PMI, quelle dell’indotto, che avranno gravissime ripercussioni dal ridimensionamento di Mirafiori!), per affrontare la questione. A quel tavolo, servirà che le Istituzioni ricordino a FIAT (e a Marchionne!) tutti i benefici, gli aiuti, gli incentivi che nei decenni ha ricevuto, magari alzando anche la voce, se necessario. Bisogna impedire che FIAT utilizzi le Istituzioni come bancomat e i territori dove insedia gli stabilimenti come campeggi (ed è bene che ne sia consapevole anche la Serbia: quando Kragujevac non sarà più ritenuta “utile” verrà abbandonata al suo destino!). Bisogna che FIAT rispetti la dignità dei lavoratori, (che l’hanno resa grande!) e la funzione dei sindacati, colpendo chi prova a fare il furbo ma garantendo le persone serie e corrette! La Destra è sicuramente schierata dalla parte dei lavoratori onesti, dei padri di famiglia che senza lavoro non saprebbero come dare da mangiare ai propri figli! Nell’ipotesi in cui FIAT non volesse sentire ragioni e non volesse restituire, in termini di produzione e lavoro, al territorio e alle Istituzioni quello che ha ricevuto nei decenni, La Destra non avrebbe dubbi sulla strada da seguire: i soldi dei cittadini italiani utilizzati finora per sostenere la più grande industria italiana sono ampiamente sufficienti per nazionalizzarla. E il sudore versato dagli operai per aumentare gli utili della Ditta meriterebbe la possibilità di far partecipare gli operai stessi alla gestione (e quindi agli utili!) dell’Azienda!

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 LOGO RISOLUZIONE

FEDERAZIONE REGIONALE DEL PIEMONTE

 Torino, lì 29 luglio 2010

A tutti gli Iscritti e Simpatizzanti

Oggetto: Manifestazione contro la chiusura dell’Ospedale di Giaveno

Con la presente si comunica l’adesione ufficiale del partito LA DESTRA alla manifestazione contro la chiusura dell’Ospedale di Giaveno organizzata dal Comitato Spontaneo Pro Ospedale di Giaveno, che si svolgerà a Giaveno Venerdì 30 luglio 2010.

Il ritrovo è previsto  in Piazza Mons. Del Bosco alle ore 20,30. Alle ore 21,00 è prevista la partenza della fiaccolata che seguirà il seguente percorso: Via don Pogolotto, Via Sangano, via XXIV maggio, Piazza Sant’Antero, Piazza Sclopis, Via Umberto I, Via XX settembre, Piazza Claretta, Via Roma, Via Ospedale, e terminerà di fronte all’ingresso dell’ospedale. Gli organizzatori, auspicando una partecipazione corretta e non tesa a strumentalizzare politicamente la manifestazione, hanno invitato tutti i partiti politici che intendessero aderire alla manifestazione a non esporre le proprie bandiere.

LA DESTRA ritiene che questa battaglia sociale sia degna di essere combattuta, per non privare un intero territorio di un servizio socio-sanitario indispensabile.

Invito pertanto tutti coloro che possono a partecipare alla manifestazione, estendendo l’invito a chiunque possa essere interessato.

Grato per la collaborazione

Cordialmente

Il Segretario Regionale

(Giuseppe LONERO)

La destra politica è nazionale e sociale o non è, è coerenza o non è, è una scelta di campo antisinistra e antiliberista o è solo una misera operazione di potere. Gianfranco Fini e i suoi compagni, dopo continui rinnegamenti, trasformismi e contorsioni politiche, come aveva liquidato il MSI, chiuso AN, ha ora squassato il Pdl, in un grave momento in cui il popolo italiano deve affrontare ben altri laceranti problemi economici e sociali. Purtroppo, la misera fine di una politica per il potere coinvolge nello sbando in ogni parte d’Italia tanti uomini e tanti giovani che ci auguriamo ritrovino veramente a Destra il loro coerente punto di riferimento politico.

Paolo Chiarenza

Segretario provinciale La Destra – Cuneo

Foto0123_copyQuesta mattina il movimento giovanile de La Destra Gioventu’ Italiana ha eseguito un sit-in di protesta davanti all’ingresso del Tribunale. I giovani militanti de LA DESTRA hanno protestato contro la giustizia a due velocità come purtroppo è quella italiana. Lo spunto per sollevare la questione nasce dal mancato arresto di Rubiana Affronte, la ragazza di 24 anni fermata per aver tirato un petardo contro il segretario della Cisl Raffaele Bonanni durante la festa del Partito Democratico in piazza Castello. I ragazzi di Gioventu’ Italiana hanno esposto davanti al Tribunale uno striscione con la scritta “Sono figlio di un operaio. Se lancio un fumogeno mi arresti?”.

Il Segretario Regionale di Gioventù Italiana, Alessandro Balocco, ha così commentato: “Gioventù Italiana, agisce alla luce del giorno, al contrario di quella mano “rossa” che con il favore dell’oscurità ha imbrattato la sede della CISL con la scritta 10-100-1000 fumogeni come da peggior tradizione della sinistra comunista”.

“Con questa azione, prosegue Balocco, non intendiamo assolutamente difendere un sindacato che sembra aver perso la propria ragion d’essere, che invece di tutelare i diritti dei lavoratori e il sacrosanto diritto della classe lavoratrice di partecipare agli utili d’impresa, sembra sempre più essere un appendice di confindustria. Questa mattina abbiamo voluto evidenziare che se la legge è uguale per tutti, tanto più lo deve essere l’applicazione della stessa. Non ci possono e non ci devono essere figli di magistrati e figli di NN”.

“Si è trattato di una manifestazione pacifica, ma forte, per protestare contro la modalità di amministrazione della giustizia in Italia. Come si fa a non arrestare una ragazza che ha tirato un petardo contro il segretario della Cisl Raffaele Bonanni – ha detto il segretario regionale de La Destra Beppe Lonero? -. Arresto che, tra l’altro, è stato chiesto anche dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi”.

 

L’esponente dei centri sociali è rimasta impunita nonostante il gesto gravissimo compiuto. La ragazza è risultata essere figlia di un PM e questo ha destato qualche sospetto. Possibile che in Italia esista una Giustizia a due velocità? Possibile che i figli dei PM possano commettere simili reati e rimanere impuniti? Se la ragazza fosse stata figlia di un operaio, sarebbe stata arrestata? Perchè i centri sociali, soprattutto a Torino, possono fare e disfare ciò che vogliono senza essere disturbati, anzi con l’accondiscendenza dell’Amministrazione Comunale di Torino?

Non si può più assistere impotenti nel vedere una città importante come Torino ostaggio di poche decine di facinorosi che generano insicurezza nei cittadini torinesi all’ombra di una amministrazione comunale che sembra non voler affrontare alla radice l’annoso problema.

La mia presenza al sit-in ha voluto testimoniare l’assoluta coincidenza di opinioni su questo tema e la volontà di affiancare Gioventù Italiana e i suoi militanti in questa battaglia per una giustizia equa!!!

Giuseppe Lonero

Segretario Regionale e Consigliere Comunale di Torino – LA DESTRA

FotoviaBologna  “Incredibile Chiamparino! Litiga con i numeri e riesce addirittura a ritenere poco attendibile l’Istat quando l’istituto dichiara che Torino è la seconda peggiore città europea per quanto riguarda la qualità dell’aria. Peccato che l’Istat sia la stessa agenzia che ha indicato Chiamparino come il sindaco più amato dagli italiani. Chiamparino, quindi, si metta d’accordo con se stesso, mentre noi abbiamo una posizione chiarissima. Crediamo nei rilevamenti dell’Istat, non c’è motivo di pensare il contrario, e chiediamo al sindaco di prendere atto del fallimento della politica ambientale portata avanti dalla sua giunta. Prenda atto anche dell’inutilità della nova Ztl e ritiri un provvedimento che è solo vessatorio nei confronti dei torinesi”

Giuseppe Lonero

Consigliere Comunale di Torino – La Destra

P1000823Di seguito si riporta il testo della mozione presentata al Congresso Regionale dal Segretario, Giuseppe Lonero.

PREMESSA

In un’intervista pubblicata da Il Giornale Nuovo il 28 maggio 1980, Giorgio Almirante rispose così a Indro Montanelli sull’ipotesi di una confluenza del Msi in altre formazioni politiche: “Che strana domanda dottor Montanelli! Ma come può saltarle in mente, visto che Lei è un uomo che crede nella libertà, che il segretario di un partito possa «dissolvere» il suo partito: e possa addirittura, dopo averlo dissolto, farne confluire i voti in altre direzioni! Centinaia di migliaia di iscritti, e almeno due milioni di elettori (ma in questo momento siamo di più) dovrebbero obbedire al dittatore Almirante; per accettare da un momento all’altro di «dissolversi» e poi di «confluire»; dissolversi, cioè scomparire come fatto politico, come fatto di coscienza, come fatto morale, come fatto di impegno fisico e spirituale; confluire, cioè abbracciare un’altra fede, un’altra dottrina, un altro e molto diverso credo politico rinnegando d’un colpo se stessi”

Leggendo questo documento di oltre trent’anni fa, chiunque può comprendere che alcuni personaggi politici nazionali non possono più essere considerati eredi di Giorgio Almirante!

Nello stesso tempo, citare questa affermazione significa che ci si riconosce pienamente in essa e pertanto ci si deve convincere una volta per tutte che questo partito, che La Destra, non ha nel suo orizzonte politico la confluenza e la dissoluzione in altri partiti presenti nell’attuale quadro politico nazionale.

ANALISI DELLA SITUAZIONE ATTUALE

Se questo Congresso si fosse celebrato due mesi fa, oggi sarebbe necessario ripeterlo. La situazione odierna, infatti, dopo la tre giorni di Taormina, è completamente diversa da quella preferiale. Il Presidente del Consiglio Berlusconi, infatti, ha dato un chiaro segnale di apertura all’ingresso de La Destra nella coalizione di Governo, suggellandolo con queste eloquenti parole: “Così riparerò al torto di qualche anno fa, anche se io non c’entravo. Contro di Voi ci fu un veto doloroso, doloroso anche per me!”

Oggi, quindi, La Destra, dopo aver dimostrato coerenza e lealtà, dopo essere risultata determinante per le vittorie elettorali nel Lazio e nel Piemonte (proprio dove la competizione era più incerta!), viene assurta a forza di governo della Nazione! Logica vorrebbe che analogo riconoscimento ci fosse anche in tutte, e non solo in alcune di quelle Regioni in cui i voti de La Destra sono stati essenziali per scalzare la sinistra.

Gli scenari politici che possono determinarsi da adesso in avanti renderanno merito a quello che siamo: una forza di destra sociale, nazionale, popolare e identitaria che non ha rinnegato se stessa, che ha dimostrato di conoscere il significato della parola “coerenza”, che non ha avuto paura di soffrire pur di salvaguardare la propria dignità, che sa essere leale, che sa essere pragmatica nell’interesse della Nazione e degli Italiani!

Le chimere di chi si professa di destra liberale, calpestando la sacralità della vita, privilegiando gli immigrati agli italiani, rinnegando il proprio passato, invocando la questione morale avendo armadi pieni di scheletri, non possono allettare chi ha aderito e sostenuto prima il M.S.I. e poi A.N., partiti entrambi immolati sull’altare delle ambizioni personali. Chiunque oggi insegue la libertà rivendicata da chi contrastava a parole lo strapotere della Lega e l’egemonia berlusconiana nel PdL, lo fa solo per garantirsi in futuro un posto al sole!

Ma il senso di responsabilità che ci contraddistingue deve farci lasciare aperta la porta a tutti coloro che, pur provenendo da esperienze diverse, pur avendo un bagaglio diverso, ma riconoscendosi nei nostri valori, vuole contribuire a rendere grande quello che ormai è l’unico partito di destra nel quadro politico nazionale.

LINEA POLITICA E ALLEANZE

Con la lealtà e la trasparenza che ci contraddistingue abbiamo il dovere di dire con chiarezza agli elettori e ai nostri alleati, quali sono i punti qualificanti del nostro progetto politico.

Innanzitutto dobbiamo dire con chiarezza e onestà che questo è un partito che è pienamente inserito nel dialogo democratico senza sentire la necessità di dichiararsi antifascista.

Con altrettanta chiarezza dobbiamo sottolineare che l’unità nazionale è un valore irrinunciabile. Questo non significa essere contro una riforma dello Stato in senso federale, se questo serve al miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini italiani e non solo di quelli di alcune regioni, ma significa certamente contrapporsi alle spinte secessionistiche che sempre più frequentemente vengono alimentate.

Un altro valore irrinunciabile è il rispetto della sacralità della vita, che lungi dall’essere un principio astratto, ha come conseguenza etica e comportamentale il rispetto della vita stessa, che si traduce in rispetto verso se stessi, necessaria condizione preliminare per avere rispetto verso gli altri. E questo è il motivo per cui siamo contrari all’uso delle droghe, per cui siamo critici nei confronti della ricerca scientifica che si sostituisce all’ordine naturale delle cose, per cui pretendiamo rigore e cautela nell’applicazione della legge sull’aborto.

Ma un partito che rispetta la vita e l’individuo, non può essere un partito razzista. D’altra parte la nostra predisposizione alla solidarietà sociale non deve essere fraintesa come disponibilità ad accogliere tutti. Dobbiamo, invece, essere chiari nel dire che chi viene in Italia deve farlo nella assoluta legalità, perchè da qualunque parte provenga, di qualunque razza sia, qualunque religione professi, qualunque sia il colore della pelle, viene in una nazione con proprie leggi, che vanno rispettate e fatte rispettare. Da questo discende la ferma opposizione all’immigrazione indiscriminata e clandestina, perché genera insicurezza nella società ed è causa di ingiustizia sociale.

Gli immigrati regolari devono sapere che vengono in una Nazione con una propria storia, una propria cultura e con le proprie tradizioni, i difensori delle quali dobbiamo essere noi stessi, che fieri del nostro essere italiani, della nostra italianità, non dobbiamo farci contaminare dalle altre culture, tradizioni, usi e costumi, a discapito dei nostri.

Questo si può ottenere solo introducendo nel sistema educativo e formativo un principio ispiratore: l’elevato senso dell’etica individuale, trasmettendo e non distruggendo, il senso dello Stato e delle Istituzioni, facendo conoscere, divulgando e valorizzando la nostra cultura, le nostre tradizioni e la nostra storia senza omissioni e senza distorsioni.

Altro elemento sul quale fare chiarezza è l’amor di Patria, che deve essere tradotto nell’orgoglio di essere italiani e di vivere in questa Italia, combattendo lo sconforto che ci assale quando sentiamo dire “siamo proprio in Italia” quando qualcosa non funziona nella Pubblica Amministrazione. Lo Stato e le Istituzioni devono essere vicine al cittadino, devono aiutarlo a risolvere i problemi quotidiani concreti, devono creare opportunità e non creare ostacoli: lo Stato e le Istituzioni devono essere un Padre per il cittadino e non un nemico.

Ecco perché da Destra deve venire una convinta e pressante richiesta di modernizzazione che preveda una semplificazione burocratica e amministrativa radicale e profonda, che riduca tempi e costi per cittadini e imprese, che migliori i servizi contenendo i costi, che sia in grado comunque di dare delle risposte a fronte di richieste disperate rimaste inascoltate.

Infine dobbiamo far chiarezza su cosa intendiamo oggi, a Destra, per famiglia, che è si la cellula base fondamentale e irrinunciabile della nostra società composta da un uomo e una donna con i loro figli, ma è anche, in senso più ampio, la comunità nella quale viviamo, il Comune di residenza, la Regione di residenza, la nostra Nazione. E così come ci comportiamo nella nostra famiglia, laddove prestiamo più attenzione e dedichiamo più risorse a chi ne ha più bisogno, vale a dire ai nostri figli e ai nostri anziani, per dare ai figli più piccoli un’infanzia e un’adolescenza serena e affettuosa, per dare ai giovani una prospettiva futura affidabile e rasserenante, per dare ai nostri genitori e nonni, una vecchiaia gratificante e soddisfacente, così vogliamo comportarci nella nostra comunità umana. In essa i nostri figli e i nostri anziani, sono tutte le persone più deboli, quelle che hanno bisogno di aiuto, gli ultimi, coloro che non possono e non devono essere abbandonati a loro stessi in virtù di leggi più degne della jungla che di una società civile.

A loro dobbiamo garantire una vita dignitosa, dobbiamo garantire il diritto alla casa, dobbiamo garantire una assistenza sanitaria veloce ed efficiente, dobbiamo garantire inalterato nel tempo il potere d’acquisto delle pensioni, dobbiamo garantire un’azione educativa ed assistenziale nei confronti dell’infanzia che garantisca sia i bambini che la famiglia. Tutto questo assegnando il giusto valore ai “cittadini italiani” rispetto a chi è arrivato in Italia da poco e pretende (e ottiene!) servizi e assistenza a discapito dei primi.

Se siamo veramente convinti che con queste idee si possa migliorare il funzionamento della Nazione e la vita dei cittadini italiani, dobbiamo aspirare ad occupare ruoli di governo. Ma l’obiettivo di far diventare La Destra una forza di governo non deve essere dettato da sete di potere bensì dalla convinzione che questo è l’unico modo per rendere concrete le nostre idee, perché solo in questo modo potremo trasformare le idee in provvedimenti concreti a vantaggio della collettività.

Perché esiste, è diffusa e non è insignificante anche dal punto di vista quantitativo la necessità di un partito di destra in Italia che riporti l’etica nella politica, che riproponga, con forza e convinzione, il tema identitario e dell’unità della Nazione, che trovi una sintesi di attenzione al sociale tra l’assistenzialismo delle sinistre e il liberismo sfrenato, che ponga in via prioritaria i temi della formazione e del lavoro, come elementi indispensabili per la realizzazione piena della personalità di ogni singolo individuo nel rispetto della dignità di ciascuno.

Se veramente pensiamo che sia giusto difendere la vita, garantire la dignità dei lavoratori, lavorare per tenere unita e unire la nazione, operare a favore dei più deboli e degli ultimi, allora dobbiamo avere la brama di rendere concrete queste idee, dobbiamo avere la brama di dimostrare di essere diversi e migliori.

E se l’orizzonte politico è andare a governare, credo che nessuno pensi di poterci arrivare da soli. Entrare a far parte di una coalizione elettorale, quindi, non solo è necessario ma indispensabile per il bene della nazione e dei territori nei quali viviamo!

I nostri interlocutori naturali, in questo senso, sono senza dubbio i partiti di centro-destra. Risulterebbe incomprensibile ai nostri potenziali elettori una alleanza con altri soggetti politici, non parliamo poi se spostati a sinistra o se hanno rinnegato loro stessi. Qualcuno osserva che confondere le nostre peculiarità con quelle di altri partiti potrebbe rendere non più rilevabile dagli elettori le nostre differenze. In questo consiste la sfida: dobbiamo essere capaci di mettere in evidenza, senza mai tradirle, le nostre differenze; dobbiamo evitare di inseguire gli alleati su battaglie e proposte che ormai loro conducono da troppo tempo; dobbiamo andare oltre, immaginare la società che vorremmo e perseguirla con l’impegno serio e onesto nelle istituzioni. La vera differenza la farà lo stile con il quale condurremo le nostre battaglie e cercheremo di realizzare le nostre proposte: se, come ha detto qualcuno, addentrarsi nel mondo della politica è come camminare in una stalla, allora noi dobbiamo essere in grado di farlo uscendone con le scarpe pulite! 

Abbiamo già dimostrato di essere alleati leali e corretti, che non si mettono di traverso pur di arrivare alla meta della elezione di un proprio esponente, non siamo approfittatori né opportunisti, non facciamo politica per occupare poltrone. Agli alleati, quindi, garantiamo lealtà, impegno per conseguire gli obiettivi prefissati e dedizione per rispettare gli impegni assunti. Ma quando si garantisce lealtà, correttezza e rispetto, si deve pretendere lealtà, correttezza e rispetto: non dobbiamo farci trattare come servi sciocchi né farci tenere al guinzaglio. Se una coalizione viene sancita a livello nazionale, in cascata dovrebbe essere riproposta anche ai livelli inferiori, attraverso una stretta collaborazione tra i rispettivi esponenti locali. Quando questo non avviene, dobbiamo trarne le conseguenze arrivando a sentirci svincolati da alleati che non ci dimostrano rispetto e non apprezzano le competenze e le capacità che possiamo mettere in campo per il miglior governo del territorio.

FORZA DI GOVERNO

Dimostrare di essere forza di governo significa riuscire a trovare la sintesi tra linee politiche diverse, in un programma unitario che abbia come unico scopo l’interesse del territorio e di chi lo vive.

Ma il programma unitario e le scelte politiche caratterizzanti le coalizioni devono essere condivisi fin dall’origine. Non nascono con il piede giusto coalizioni in cui pochi esponenti dei partiti maggiori operano le scelte più importanti, predispongono programmi elettorali che poi fanno cadere dall’alto ai partiti minori.

La Destra, in Piemonte e non solo, ha già dimostrato di avere idee e persone idonee al buon governo del territorio. Le proposte che abbiamo chiesto e ottenuto venissero introdotte nel programma elettorale nelle recenti elezioni regionali, le proposte e le sollecitazioni sottoposte al Governo regionale successivamente (per es. fondo i Finpiemonte per piccole medie imprese, artigiani e professionisti, legge sulla preferenza nazionale, proposte in ambito ambientale, ecc.), dimostrano che La Destra potrebbe a pieno titolo partecipare attivamente al governo di questa Regione, per rendere grande il Piemonte sotto la guida del Presidente Cota che con tanta convinzione ed entusiasmo abbiamo sostenuto.

Ma non basta essere bravi e capaci. Dimostrare di essere forza di governo significa anche riuscire ad essere un partito autosufficiente sotto il profilo organizzativo. Dobbiamo, pertanto, cominciare fin da subito ad organizzare la raccolta delle firme per presentare autonomamente le liste elettorali nelle diverse competizioni che da oggi in avanti si presenteranno, segno evidente di un partito che vuole diffondersi e radicarsi sul territorio.

Pertanto è necessario lavorare a fondo per dare una struttura ben organizzata al partito sul territorio, anche ricominciando a dare impulso ad una campagna tesseramento che faccia reperire risorse umane nuove, non contaminate da pregresse esperienze, che affiancate a chi crede fortemente in questo partito e nei valori di riferimento, possano attraverso un percorso formativo comune, costituire la classe dirigente di oggi, di domani, di dopodomani. Questo anche per favorire un rapido ricambio generazionale nella dirigenza del partito ai vari livelli. Questa classe dirigente si dimostrerà all’altezza se non abbandonerà mai la strada del movimentismo, della presenza costante e autorevole nelle piazze, per le strade, tra la gente, lì dove c’è un problema, un bisogno, un’esigenza! Non siamo il partito dei salotti buoni, siamo un partito di popolo!

La Destra, come partito di governo, deve farsi portavoce di un nuovo progetto politico che possa essere capace di attrarre su di se tutti coloro che vi si identificano, sia capace di dare risposte e fiducia a chi ormai non va più a votare e non vuole sentire parlare di politica. Questo nuovo progetto politico deve confermare i principi e i valori di riferimento (sacralità della vita, valorizzazione della persona umana e difesa della sua dignità, umanesimo del lavoro, difesa della famiglia come nucleo fondante della società, attenzione agli ultimi, difesa della nazione) e rielaborare le proposte politiche per differenziarci dai due partiti prevalenti ma nello stesso tempo consentendo una più facile e incisiva comunicazione che ci renda individuabili. Dobbiamo tornare a far “sognare” il popolo italiano, attraverso l’identificazione di pochi temi forti nei quali gli italiani possano identificarsi.

AZIONI INTERNE

Il partito deve tutto insieme sentirsi coinvolto e impegnato per dare impulso, alla continua elaborazione di proposte nuove e lungimiranti in campo sociale, economico-produttivo, culturale attraverso i dipartimenti tematici composti da esperti esterni, da giovani e da dirigenti del partito. Partendo dall’approfondito esame della situazione attuale, dobbiamo essere in grado di immaginare, anche arditamente, come vorremmo l’Italia e l’Europa del futuro, l’Italia che dovrà essere vissuta e governata dai nostri figli e dai nostri nipoti: quindi bisogna predisporre proposte non di basso profilo, non di estemporanea concretizzazione, ma che facciano parte di un progetto organico di una Nuova Italia.

Non basta, però, avere buone idee, bisogna saperle diffondere in maniera convincente e credibile, ma soprattutto continuativa nel tempo, cosa che presuppone la presenza di una struttura radicata e diffusa, composta da esponenti credibili perché competenti nonchè esempio di eticità e di capacità di comportamento.

Per ottenere questo è necessario proseguire e implementare le attività di formazione interna che rendano consapevoli i quadri dirigenti, fornendo loro strumenti e metodi per l’attività politica e per la comunicazione politica. Il supporto del partito in questo senso deve essere più attento possibile, per dare a tutte le federazioni periferiche una guida autorevole e precisa.

Questo cambiamento radicale della proposta politica e del modo di diffonderla è sicuramente difficile da recepire nell’immediato e non darà frutti a breve scadenza. Dobbiamo esserne consapevoli e lavorare pazientemente, senza scendere a compromessi inaccettabili. Nel frattempo affrontiamo con coraggio le novità!

PROPOSTE CONCRETE

Gli italiani sono ormai sfiduciati nei confronti della politica e dei suoi esponenti. Questo deriva dalla distanza che i rappresentanti politici dimostrano troppo spesso dalla realtà.

Gli esponenti de La Destra, invece, partendo dall’ascolto dei cittadini si devono fare interpreti dei loro bisogni concreti, intervenendo tempestivamente laddove necessario, per esempio proponendo i seguenti interventi.

-                     Riforma del sistema fiscale per ridurre la pressione fiscale attraverso l’aumento delle detrazioni (per es. per le famiglie: canone di locazione, spese per istruzione, assegni di mantenimento per i padri separati, ecc.) primo passo per pervenire ad un sistema fiscale in cui non si paghino tasse su soldi già spesi (consentendo in questo modo l’emersione dell’evasione e dell’elusione fiscale)

-                     Modifica del diritto di famiglia per non privilegiare sempre le madri rispetto ai padri in caso di separazione dei coniugi;

-                     Gratuità totale per assistenza sanitaria e per l’istruzione scolastica fino a livello universitario per chi ha redditi inferiori alla soglia di povertà

-                     Riforma del mondo del lavoro per arrivare a rendere partecipe il lavoratore della gestione dell’azienda e degli utili della stessa. A questo si aggiunga la possibilità di applicare la C.I.G. per tutte le aziende con meno di 15 dipendenti, l’adeguamento automatico annuale di stipendi e pensioni all’inflazione reale, la possibilità di congelare i debiti contratti per l’acquisto di beni essenziali (prima casa, beni strumentali, ecc.) per chi ha perso il lavoro e per le aziende in crisi

-                     Garantire il diritto alla casa per tutti (inteso come diritto alla proprietà), con significativi interventi pubblici, attraverso l’istituto del mutuo sociale

-                     Introdurre un punteggio da destinare a chi è “cittadino italiano” nella definizione delle graduatorie per assegnazione di alloggi popolari, posti negli asili nido, ecc.;

-                     Lotta alla pedofilia e alla violenza sulle donne, attraverso strumenti di tutela effettiva dei minori e delle donne

-                     Processo culturale che induca una sensibilità verso le tematiche ambientali e di rispetto dell’ambiente in senso lato (anche come valorizzazione del territorio e del patrimonio artistico e culturale)

-                     Processo formativo che restituisca il senso civico ai cittadini di domani attraverso il richiamo dell’orgoglio di essere italiani

-                     Etica nella gestione della cosa pubblica

-                     Contestazione del sistema bancario per tornare alla funzione sociale del credito e delle banche

-                     Difesa delle imprese italiane e dei prodotti italiani da azioni di concorrenza anche eticamente sleale

-                     Utilizzo generalizzato del “quoziente Parma”

-                     Richiamo della funzione sociale delle aziende che forniscono servizi pubblici essenziali, che non devono avere l’utile come obiettivo ma la fornitura del miglior servizio possibile al minor costo possibile, annullando le tariffe dei suddetti servizi per le famiglie numerose con bassi redditi (utilizzando il quoziente familiare)

-                     Riforma della Giustizia per garantire la certezza della pena (revisione o annullamento della Legge Gozzini), processi equi e veloci, inasprimento delle pene per reati contro la persona

-                     Modifica del sistema sanitario e assistenziale, per incontrare meglio e più rapidamente le richieste dei più bisognosi con particolare riferimento ai disabili

-                     Valorizzazione della risorsa “anziani”

-                     Adeguamento delle risorse, dei mezzi, degli strumenti operativi e dei salari per le Forze dell’Ordine, oltre ad una riorganizzazione delle stesse per evitare inutili sovrapposizioni di competenze

-                     Lotta all’immigrazione clandestina attraverso l’applicazione rigorosa delle leggi vigenti (soprattutto per quanto riguarda i rimpatri) e attraverso iniziative che consentano di aiutare i paesi bisognosi nel loro territorio

 

Torino, lì 23/09/2010

Giuseppe Lonero

“Chiamparino dimostra ancora una volta di essere il sindaco dei cittadini rom e invece non di tutti i cittadini torinesi. Infatti ha affermato di voler trovare una soluzione abitativa alternativa a tutti i rom che vivono nei campi abusivi di Lungo Stura Lazio. Solo adesso, ci pare di capire, il sindaco si rende conto dell’illegalità dei centri abusivi dei rom nei campi nomadi? Noi, de LA DESTRA, LO DICIAMO DA ANNI E NON SIAMO MAI STATI ASCOLTATI, invece oggi il sindaco dice che avevamo ragione noi. La verità è che invece, ancora una volta, Chiamparino dimostra di essere il sindaco dei rom e non dei torinesi, visto che i tornesi – si veda il caso della Cavallerizza – anche quando hanno sempre adempiuto ai loro doveri vengono sfrattati solamente per fare cassa. Il vero razzismo, purtroppo, è nei confronti dei torinesi, assolutamente non verso i rom.”

“Il Comune ha deciso di aderire all’iniziativa contro la discriminazione delle persone omosessuali. Così come ha dediso di non discriminare i rom. Noi siamo contrari, ovviamente, ad ogni tipo di discriminazione, ma vorremmo che il sindaco si occupasse della stragrande maggioranza dei torinesi. Non solamente degli omosessuali e dei rom. Il sindaco si dimostra ancora una volta, invece, il primo cittadino delle minoranze, ignorando quali siano i reali bisogni dei torinesi. Fortunatamente il mandato di Chiamparino sta finendo e saranno gli elettori ha punire la politica dissennata del centro-sinistra”

Pubblichiamo di seguito il Comunicato Stampa diffuso dal Segretario Provinciale Valter Maccantelli per annunciare la nomina a Portavoce de La Destra per il Comune di Pino Torinese, di Luigi FURGIUELE.

LA DESTRA, Partito Politico che a livello nazionale fa riferimento all’On. Francesco Storace, sta attuando in queste settimane una serie di azioni volte a strutturasi con sempre maggiore capillarità sul territorio della Provincia di Torino e più in generale sull’intero territorio Piemontese.

In questo contesto, nei giorni scorsi, Luigi FURGIUELE è stata nominato Portavoce de LA DESTRA per il Comune di Pino Torinese. Luigi FURGIUELE è attivo da anni nel contesto politico del chierese, ha 38 anni e svolge la professione di Consulente Immobiliare e Mediatore del Credito. La sua passione politica e il suo interesse per le problematiche sociali legate al territorio, testimoniate dalla sua appartenenza all’Associazione Nazionale Carabinieri in Congedo e al Nucleo di Protezione Civile della sezione di Chieri, sono garanzia per la serietà dell’azione che il neonato gruppo del LA DESTRA si appresta a svolgere sotto la sua guida. La sezione comunale di Pino Torinese svolgerà la sua attività in stretta collaborazione con il gruppo del nostro partito che opera da tempo nel Comune di Chieri sotto la responsabilità di Paolo FERRANTE.

La linea de LA DESTRA, grazie anche alla recente elezione a Segretario Regionale del Piemonte di Giuseppe LONERO, è quella di  avvicinare la politica ai problemi delle gente e del territorio e riteniamo che la tradizionale presenza sul territorio sia il modo più “umano”, anche se impegnativo,  per svolgere questa opera oggi più che mai necessaria per il servizio al bene comune.

Auguri, dunque, a Luigi FURGIUELE per la sua attività.

Pubblichiamo di seguito il Comunicato Stampa divulgato dal Segretario Provinciale di Alessandria, avv.  Aldo Rovito, per annunciare l’adesione al partito LA DESTRA del Consigliere Comunale Claudio Prigione. Al Consigliere Prigione il Segretario Regionale Giuseppe Lonero ha inviato una lettera di benvenuto, augurandogli buon lavoro all’interno della nostra comunità umana e politica.

In apertura di seduta al Consiglio Comunale di Alessandria di ieri sera, il Consigliere Claudio Prigione, eletto nel 2007 nella lista di Forza Italia con circa 400 preferenze, ha annunciato la sua uscita dal gruppo PdL-F.I., in cui rivestiva l’incarico di vice capo gruppo, “in quanto ho aderito al partito LA DESTRA”.
Chiedeva subito la parola il consigliere Rovito Segretario Provinciale de LA DESTRA, il quale confermava l’avvenuta iscrizione al partito di Storace del consigliere Prigione e confermava che con il rafforzamento de LA DESTRA, ci sarà un rafforzamento del centro destra, che potrà agire in materia più incisiva, non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale. “Per quanto riguarda il Comune di Alessandria”,ha continuato Rovito, “confermiamo che, per rispetto verso gli elettori, rimarremo a sostegno della maggioranza di centro destra che ha espresso il Sindaco Piercarlo Fabbio, non cambia nulla nel rapporto maggioranza-opposizione, potrà cambiare qualcosa all’interno della maggioranza ove ci sarà un po’ di dialettica politica in più. Riteniamo anzi di poter dire che opereremo per dare più forza al Sindaco Fabbio”.

La Destra Alessandria
Ufficio stampa

Contro la ZTL e chi l’ha voluta!

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La Sestero deve ammettere il suo fallimento, quello della sua politica e dimettersi. Per questo presenteremo nella prossima settimana una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Sestero!

E’ bastato il primo temporale autunnale e mandare in corto-circuito la Ztl di Torino,  e la viabilità torinese, è proprio il caso di dirlo, ha fatto acqua da tutte le parti.  Acqua perché è piovuto e perché è bastato un semplice acquazzone per far sì che due gocce d’acqua abbiano mandato in tilt tutta la viabilità del centro di Torino. E’ la prova di come la politica dell’assessore Sestero non solo non abbia migliorato la qualità dell’aria, ma ha addirittura peggiorato la percorribilità delle vie di Torino. Presenteremo una mozione per chiedere sostanzialmente due cose. In primo luogo le dimissioni dell’assessore Sestero, che si è dimostrata incapace di gestire la viabilità di Torino. Poi che venga sospesa almeno nel periodo delle piogge la Ztl, dato che il combinato tra la pioggia e il divieto di circolazione ha reso impossibile spostarsi in auto a Torino. Problemi che la Sestero non conosce, visto che non usa la macchina, ma proprio per questo dovrebbe avere il buon senso di dimettersi prima che il consiglio voti la mozione di sfiducia nei suoi confronti.

Domani andrà in scena l’ennesimo sciopero di alcuni sindacati della scuola contro la riforma Gelmini, che si aggiunge al rifiuto della maggioranza degli insegnati a svolgere le attività extracurriculari, come viaggi di istruzione e visite didattiche, ecc., sostenendo che siano stati tagliati gli straordinari e la diaria sui giorni di accompagnamento. Noi pensiamo che queste attività, come i viaggi di istruzione e le visite didattiche, siano parte integrante del percorso formativo ed educativo degli studenti e che quindi i docenti abbiamo l’obbligo morale di non ostacolarli. Anche perché con lo sciopero di domani, e con gli scioperi e le astensioni che saranno attuati nei prossimi mesi, gli unici a rimetterci saranno gli studenti che si troveranno di fronte ad un impoverimento culturale. Il risultato è che chi sciopera pensa di protestare contro la Gelmini, ma la realtà è che la protesta si ritorce contro gli studenti.

PRONTI A FARE LA RIVOLUZIONE?

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LOGO RISOLUZIONEFelice e pieno di entusiasmo! Così potrei sintetizzare il mio stato d’animo dopo il tour de force di manifestazioni politiche de La Destra di questo ultimo mese, iniziato a Ponte Buggianese e terminato a Giugliano, passando per Taormina e per il nostro Congresso Regionale.

In queste manifestazioni ci siamo guardati dentro, ci siamo confrontati, abbiamo approfondito i temi che ci stanno più a cuore, quelli che caratterizzano la destra che noi vogliamo: nazionale, sociale, identitaria e popolare!

Temi che siamo pronti a portare all’interno delle istituzioni, a qualunque livello, perché la nostra è una destra di governo, una destra di cui l’Italia ha bisogno: La Destra ha le idee per andare ad occupare ruoli di governo ed ha il dovere di compiere i passi più idonei per portare i propri rappresentanti lì dove si può incidere (e NOI possiamo farlo in termini positivi!) sulla vita dei cittadini.

Ma per arrivare nelle istituzioni e per attuare le proprie proposte politiche, La Destra dovrà prima, durante e dopo, combattere per realizzare una RIVOLUZIONE!

Una rivoluzione che non lascerà né morti né feriti, una rivoluzione da combattere senza armi, ma una rivoluzione che sradichi dal profondo le radici del malaffare, del clientelismo, della corruzione e del malgoverno, che porti nelle istituzioni l’etica, l’onestà, la correttezza, l’abbandono dell’interesse personale per lasciare posto esclusivamente all’interesse della collettività.

Fin da adesso, allora, dobbiamo prepararci a combattere per questa rivoluzione, attrezzandoci con l’unica arma che dobbiamo avere in dotazione: lo STILE!

Lo stile del militante de La Destra deve diventare stile di vita quotidiano, comportamento istintivo e naturale, come respirare, per chi si propone di amministrare il bene comune.

Lo STILE sarà quello che ci farà ascoltare qualunque cittadino, che ci farà prendere in esame qualunque sua problematica, che ce la farà prendere a cuore, che ci farà cercare la soluzione.

Lo STILE sarà quello che ci farà dire di NO a chi proverà a convincerci, con l’aiuto di una bustarella, a compiere azioni illegali.

Lo STILE sarà quello che ci renderà riconoscibili nella folla di affaristi e di ballerine.

Questa è la rivoluzione che i militanti de La Destra devono compiere, oggi più che mai, in un sistema politico che viene percepito dai cittadini come ormai irrimediabilmente corrotto e concentrato solo ad occupare posti di potere per fini personali.

Il militante de La Destra, invece, deve dimostrare quotidianamente di avere la piena consapevolezza che le idee del partito che rappresenta non sono una proprietà personale: quelle idee appartengono alla comunità umana che rappresentiamo e per estensione appartengono a tutti gli italiani. Nella nostra attività politica noi siamo al servizio delle idee, siamo solo strumenti attraverso i quali rendere concrete proposte politiche che tornano a vantaggio della collettività e migliorano la qualità di vita dei cittadini. Noi come persone entriamo in gioco con la nostra etica comportamentale, con la nostra serietà, con la nostra correttezza, con la nostra disponibilità all’ascolto, in una parola, con il nostro STILE. Daremmo un segnale dirompente, rivoluzionario, se riuscissimo veramente a trasmettere questo messaggio di spersonalizzazione della politica, se riuscissimo a rendere concretamente visibile la nostra attività politica come attività svolta esclusivamente al servizio della collettività che gli elettori ci hanno chiamati a rappresentare. Questo segnale può essere dato solo da persone di alta levatura morale, di approfondite competenze, di elevate capacità e di profonda umiltà: persone di STILE!

Questa è la RIVOLUZIONE da compiere, all’interno delle Istituzioni, per poter continuare a cantare a squarciagola: ANCHE SE TUTTI …… NOI NO!

 Giuseppe Lonero

Per i residenti nella città di Torino.

E’ indetto il nuovo bando per accedere al “Fondo nazionale per il sostegno alla locazione”. Le domande, riferite ai redditi percepiti e ai canoni corrisposti nell’anno 2009, potranno essere presentate dal 13 settembre al 15 ottobre 2010.

Copie del Bando e i moduli di partecipazione saranno disponibili dal 13 settembre 2010 presso tutte le sedi delle Circoscrizioni e presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico di piazza Palazzo di Città 9/A, nonché presso i Centri di Raccolta delle domande in via Monte Ortigara 95, in via Stradella 192 (Circoscrizione Madonna di Campagna-Vallette-Vittoria) e in Strada Comunale di Mirafiori 7 (Circoscrizione Mirafiori Sud).

 

Le domande potranno essere presentate presso i tre “centri di raccolta” nei seguenti giorni ed orari:

 

Sono scaricabili dal sito del Comune di Torino copia del bando e del modulo di domanda in formato pdf. Il modulo di domanda dovrà essere stampato preferibilmente in formato A3 [420mmx297mm] fronte/retro. Per ulteriori informazioni sono attivati i seguenti numeri telefonici: 011/4424267 – 011/4424346 011/4424221.

Per ogni difficoltà sono a disposizione: Giuseppe Lonero – Gruppo misto di Minoranza ” LA DESTRA” – 3494162372

BUONTEMPO14MARZO 051Sempre più spesso, cittadini italiani in condizioni disagiate, si rivolgono alla Commissione Emergenza Abitativa per chiedere l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. E sempre più spesso queste domande vengono respinte per carenza di requisiti. E tra i requisiti, quello che più spesso manca, è il reddito familiare. Risulta difficile far capire a questi cittadini italiani, che di lì a pochi giorni dovranno trovarsi una sistemazione alla meno peggio (magari presso parenti o amici, se non in macchina, ammesso che ne abbiano una!), che non riuscendo a pagare un affitto perché non hanno reddito, non possono ottenere un alloggio di edilizia residenziale pubblica … perché non hanno reddito! Sono proprio le famiglie (o i singoli!) in queste situazioni disperate, quelle che avrebbero più bisogno di un alloggio popolare! Anche perché contemporaneamente questi cittadini italiani vedono quotidianamente assegnare alloggi popolari a cittadini stranieri residenti in Italia da appena tre anni. Questo li fa sentire discriminati, li fa sentire vittime di un’ingiustizia sociale che sta diventando intollerabile, perché loro e i loro avi hanno contribuito, con le tasse, alla costruzione di quelle case popolari più di chi risiede in Italia da soli 3 anni! La posizione de La Destra è chiara: gli alloggi di edilizia residenziale pubblica vanno assegnati prioritariamente ai cittadini italiani, soprattutto a chi non ha reddito! Sicuramente è giunto il momento di modificare i regolamenti e i criteri di assegnazione degli alloggi popolari a favore dei cittadini italiani!

Giuseppe Lonero

Alla vergogna non c’è mai fine. Questa mattina un gruppetto di delinquenti, perché bisogna chiamarli così, ha sfregiato la memoria dei quattro eroi-militari rimasti uccisi in Afghanistan imbrattando la sede del quotidiano Torino-Cronaca con la scritta “Afghanistan 4-Italia 0”. Come se fosse una partita di calcio. Speriamo solo che adesso le forze dell’ordine identifichino i responsabili di questa azione criminale perché va ad offendere la nostra Patria, e chi la difende. Ci auguriamo che questa azione non rimanga impunita come purtroppo tante altre operate dalle stesse mani. Esprimiamo solidarietà alle famiglie dei militari uccisi che con questa vile azione vengono uccisi due volte.

Giuseppe Lonero, capogruppo La Destra Comune di Torino

img001[1]Per spirito di coalizione, abbiamo deciso di astenerci sulla mozione presentata dal Partito Democratico in Consiglio Comunale con la quale si chiede al Sindaco di ricorrere al Tar contro i tagli al Welfare che sarebbero stati decisi dalla Regione. In questa vicenda, però, vogliamo vederci chiaro, anzi chiarissimo, e proprio per questo abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio Comunale di audire in IV Commissione l’Assessore Regionale alla Sanità, Caterina Ferrero. Noi siamo favorevoli ad una razionalizzazione della spesa sanitria in modo da eliminare gli sprechi, ma questa tesi non deve fare da parafulmine a tagli ai servizi nei confronti dei cittadini a cui noi ci opponiamo fermamente. Insomma, i tagli per ottimizzare le risorse o le ridistribuzioni per razionalizzare la spesa della Sanità devono essere fatti per eliminare gli sprechi e non per tagliare i servizi. In questo senso va interpretata la nostra astensione: è una sospensione di giudizio che si trasformerà in ferma contrarietà se questa manovra regionale dovesse rivelarsi deleteria per i servizi sanitari forniti ai cittadini! Perchè con la salute dei cittadini non si scherza, e soprattutto l’assistenza alle fasce deboli non deve mai mancare!

DSC_0050Il Comune pensa che siamo tutti creduloni e pensa di prenderci in giro mostrando i dati sull’inquinamento all’interno della nuova Ztl allargata. Dati che non dicono niente, visto che bisognerebbe dimostrare che l’inquinamento è sceso all’interno di tutta la città. Cosa che il Comune non può fare, visto che fuori dalla ZTL il livello delle polveri inquinanti non solo non è diminuito ma anzi è aumentato. Vogliamo chiarezza. La Sestero e Tricarico forniscano i dati sull’inquinamento oppure, se non li hanno, si arrendano e consegnino le dimissioni. Inoltre, giusto per mettere i puntini sulle I, noi de La Destra vogliamo specificare come i rilevamenti sul Pm10 non siano sufficienti a dimostrare il livello di inquinamento e la qualità dell’aria, visto che sarebbe necessario individuare la presenza di particelle molto più piccole (PM5 – PM2 – PM1 – PM0,1) che pesano meno (e questo può spiegare lo riduzione del peso delle PM10) e hanno dimensioni infinitesime tali da poter incidere ancor più negativamente sulla salute dei cittadini.

LOGO RISOLUZIONE FEDERAZIONE REGIONALE DEL PIEMONTE

 

A tutti gli Iscritti al partito

Ai simpatizzanti

 

Torino, 19 Ottobre 2010

 Oggetto: Manifestazione Nazionale La Destra Roma 6 Novembre 2010

 

Carissimi,

necessità organizzative rendono indispensabile che entro la fine di questa settimana siano definite le adesioni alla Manifestazione Nazionale che il partito LA DESTRA ha organizzato a Roma il prossimo sabato 6 novembre.

La Federazione del Piemonte sta organizzando un pullman con partenza da Torino (C.so Vittorio fronte Tribunale ) alle 5.00 del mattino di aabato 6 novembre 2010 e ritorno con partenza da Roma al termine della manifestazione (e comunque al massimo entro le ore 20.00 dello stesso giorno).

La quota di partecipazione è fissata in 30 € a persona e comprende il solo viaggio in pullman (sono esclusi pranzi, bevande, ecc. che sono lasciati alla libertà dei singoli). In funzione del numero di aderenti delle varie Federazioni Provinciali verrà definito il percorso per raccogliere i diversi aderenti del Piemonte.

Vi prego pertanto di diffondere al massimo questo invito e di raccogliere per aree geografiche o conoscenze i numeri dei partecipanti confermati e farmeli avere al più presto.

“Non sara’ una delle consuete manifestazioni che si svolgono nella politica di questi tempi - scrive il Segretario Nazionale Francesco Storace sul suo blog.
Sabato 6 novembre, la Destra ha convocato un grande incontro popolare che si terra’ a Roma, al Salone delle Fontane, all’Eur, dove celebrammo il primo, bellissimo, partecipato nostro congresso nazionale.
E ci ritroveremo con tante migliaia di persone per un altro, nuovo appuntamento tricolore.
Ci ritroveremo per fare politica. Per lanciare una proposta di buona politica.
Abbiamo cominciato a parlarne nell’esecutivo riunito ieri e nei vari incontri di questi giorni. Sara’ un evento che dovra’ caratterizzarsi per affermare che cosa vuol dire militare a destra e che cosa La Destra vuole offrire a questo nostro travagliato popolo.
La nostra manifestazione si svolgera’ in contemporanea col raduno dei finiani che hanno scelto Perugia – piccola piazza rossa – dove lanceranno nuove castronerie politichesi. Hanno scoperto l’antiberlusconismo con un po’ di ritardo, immaginando di far dimenticare i troppi tradimenti della nostra identita’.
Noi abbiamo un progetto piu’ ambizioso delle bizzarre giravolte dell’onorevole Fini.
Noi sentiamo di avere il diritto e il dovere di puntare a far ragionare quanti negli anni si sono trovati – per scelta politica – a destra, ed oggi si sentono smarriti.
Nei prossimi giorni pubblicheremo la piattaforma della nostra proposta politica per la manifestazione del 6 novembre. Nel territorio si stanno gia’ organizzando pullman da tutto il Paese, le segreterie regionali e provinciali sono mobilitate per l’appuntamento di Roma. Prevediamo, per ora, quattro interventi, nella manifestazione alla quale si comincera’ ad affluire alle 15 e che sara’ conclusa da uno spettacolo. Parleranno Dario Rossin, che guida La Destra in citta’ e in Campidoglio; Roberto Buonasorte, segretario provinciale della Federazione; il presidente Buontempo e il sottoscritto.
Dal 6 novembre l’Italia avra’ ancora piu’ chiara qual e’ la nostra meta; che non e’ solo un partito; ma l’affermazione delle nostre idee e il loro diritto di cittadinanza. Nel nome di un’identita’ che nessuno e’ riuscito a cancellare!”

Per questi motivi confido in una numerosa e qualificata partecipazione! Grazie a tutti per la collaborazione 

Cordialmente

 Il Segretario  Regionale

   Giuseppe Lonero

 Immag0112Eppure non si muove… Sono passati due mesi dalla fine della festa nazionale del Pd, che ha occupato e devastato piazza Castello, ma qualcuno pensa ancora che sia necessario fare pubblicità al partito di Chiamparino. Ad esempio le Ferrovie dello Stato e Grandi Stazioni, che continuano a mettere in bella mostra a Porta Nuova una pubblicità a caratteri cubitali della festa del Pd, terminata oramai da due mesi. Come mai le Ferrovie continuano a fare pubblicità al Pd? Quali interessi e giochi di potere ci sono alle spalle? La domanda sorge spontanea, ma se invece è tutto alla luce del sole, anche noi de La Destra chiediamo di avere una pubblicità a caratteri cubitali per due mesi, ovviamente gratuitamente, nel bel mezzo della stazione più grande di Torino!

Giuseppe Lonero

Consigliere Comunale di Torino

polettoIl Cardinale Paletto, al termine del suo episcopato torinese, ha salutato la Città, accogliendo l’invito del Sindaco e del Presidente del Consiglio Comunale, nella Sala Rossa.

Ho apprezzato la quasi totalità del Suo discorso. In particolare l’invito rivolto agli  imprenditori e ai lavoratori affinché trovino sul piano della concordia una via per affrontare e risolvere insieme la crisi attuale, ma soprattutto per affrontare in futuro il tema del lavoro per garantire il giusto guadagno all’imprenditore accompagnato dalla stabilità di un posto di lavoro adeguatamente retribuito, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona umana.

Su una aspetto dissento. Il Cardinale ha auspicato che la Città sia più flessibile sotto il profilo culturale per favorire la graduale integrazione degli immigrati, per dare origine alla futura società torinese che dovrà essere “multietnica, multiculturale, multireligiosa”.

Che la attuale società torinese sia multietnica, e in futuro lo sarà ancora di più, penso che nessuno lo metta in discussione. Il fenomeno dell’immigrazione sarà difficilmente arrestabile, pur essendo necessaria una migliore e più stringente regolamentazione per evitare l’immigrazione incontrollata e clandestina. Ma che la società torinese, ed italiana in generale, debba diventare multiculturale e multireligiosa, non è un obiettivo politico de La Destra.

L’Italia ha una propria cultura e la maggior parte degli italiani professa una religione che in larga parte ha condizionato anche il suo sviluppo culturale, tanto è vero che lo stesso Cardinale ha sostenuto quanto sia innaturale non ricordare le radici cristiane della società italiana ed europea.

Ma la tolleranza che deriva dalle radici cristiane non deve essere fraintesa per accondiscendenza o, peggio, per disponibilità ad abdicare alla nostra cultura e alle nostre tradizioni. Trasformare la società italiana in multiculturale e multireligiosa la snaturerebbe e la renderebbe qualcosa d’altro da quello che è e che deve continuare ad essere per amor proprio.

Diverso sarebbe stato invitare all’accoglienza e alla solidarietà, proprio in applicazione dei principi cristiani che ci appartengono anche culturalmente. Accoglienza e solidarietà, però, che devono essere applicate in primis con i cittadini italiani, che si trovano troppo spesso, e sempre più frequentemente, nelle stesse condizioni degli immigrati stranieri. Aiutare di più e più in fretta un cittadino straniero rispetto ad uno italiano ha come logica conseguenza il generare, nel cittadino italiano sofferente, un sentimento prossimo al razzismo che altro non è se non una umana reazione ad una ingiustizia subita, cioè un ribellarsi all’ingiustizia sociale. Se riusciremo a non prevaricare i cittadini italiani bisognosi che chiedono il riconoscimento dei propri diritti, l’accoglienza sarà più semplice e la solidarietà verrà spontanea.

Su tutto, infine, non deve mai mancare il rispetto reciproco. Se si chiede agli italiani, giustamente, di rispettare gli immigrati in quanto persone umane, il rispetto da parte degli immigrati si deve manifestare nel rispetto della nostra identità nazionale, nel non voler cambiare, o condizionare o, peggio, fagocitare la nostra società, la nostra cultura. E soprattutto si deve manifestare nel rispettare le nostre regole di convivenza civile, regole che tra l’altro prevedono anche la libertà di professare la propria religione. Ma questo riconoscimento non sancisce il diritto ad insediare sul nostro territorio luoghi di culto contrari alle nostre tradizioni e alle nostre radici, esattamente come avviene nei paesi di origine degli immigrati.

 

Giuseppe Lonero

Segretario Regionale LA DESTRA

Chissà perché, quando Agnelli fondò la FIAT, volle assegnare alla fabbrica di automobili che stava insediando a Torino anche l’aggettivo di ITALIANA. Non bastava la sede, Torino, per identificarla come appartenente al territorio? Come nella confinante Lombardia, dove è bastato l’aggettivo “lombarda” per assegnare una appartenenza geografica all’anonima fabbrica di automobili?

Invece no, Agnelli pensò che inserire Torino nel nome non sarebbe stato sufficiente. E non penso sia dovuto alla constatazione che l’acronimo FIAT è molto più orecchiabile dell’acronimo FAT!

Sono convinto che l’aggettivo ITALIANA inserito nel nome della fabbrica volesse testimoniare l’orgoglio dell’appartenenza nazionale e il lungimirante auspicio che quella fabbrica avrebbe portato il nome dell’Italia dovunque nel mondo. Peccato che Agnelli pensava di portare l’Italia in giro per il mondo a bordo delle automobili FIAT costruite in Italia!

Chissà cosa avrà pensato il fondatore della FIAT dopo aver ascoltato il “suo” A.D. (o meglio l’A.D. della SUA fabbrica!) sostenere che senza gli stabilimenti industriali insediati in Italia, la Fabbrica Italiana di Automobili con sede a Torino, andrebbe molto meglio. Che tradotto dal punto di vista dell’imprenditore vuol dire: “farebbe più utili”!

“Elogio della delocalizzazione” si potrebbe intitolare l’intervento di Marchionne. Si, perché il suo ragionamento inizia sostenendo che se l’unica nazione nella quale non riesce a fare UTILI (utili per chi? Verrebbe da chiedersi!) è l’Italia, la logica conseguenza è che FIAT vada a insediare i propri stabilimenti industriali solo all’estero. E i debiti, non solo di riconoscenza, verso la comunità nazionale che ha così generosamente finanziato la cassa integrazione e gli incentivi? Rimarrebbero non soddisfatti. E il senso di responsabilità sociale dell’Azienda verso le comunità nelle quali vivono la famiglie dei dipendenti? Perso nel gola profonda dell’ingordigia e della dis-etica imprenditoriale.

Ma senza cadere nel populismo, ci sono alcuni aspetti del ragionamento di Marchionne che non ci convincono.

Perchè Marchionne non viene ad illustrarci tutti i dati sulla produttività? Per es. il numero di ore/uomo necessarie in Italia per produrre un pezzo, sono le stesse necessarie per produrre lo stesso pezzo nei diversi stabilimenti sparsi nel mondo? Perché se si prende in considerazione solo il costo del lavoro come dato assoluto si può dare una visione distorta, mentre se aggiungiamo anche la potenziale capacità produttiva delle linee, perché più moderne e tecnologicamente avanzate, che quindi richiedono un minore intervento umano, si può comprendere se produrre in Italia è veramente più costoso e quindi meno redditizio. Ma se gli investimenti faraonici in Italia, annunciati con la presentazione del recente piano industriale, fossero stati anticipati di due o tre lustri, forse oggi l’operaio italiano potrebbe garantire la stessa produttività di quello polacco o brasiliano, nonostante le pause!

Inoltre, Marchionne dimentica di evidenziare che se gli utili li fa all’estero, le tasse le paga all’estero e se le perdite le ha in Italia, nel Bel Paese non paga un euro di tasse! Quindi gli Italiani hanno il danno di aver contribuito cospicuamente, negli anni, al risanamento dell’Azienda senza ricevere un ristoro neanche parziale attraverso la tassazione versata sul territorio nazionale.

Infine, l’A.D. FIAT bluffa quando sostiene di non aver ricevuto nessun contributo dal 2004: come lo considera l’acquisto dell’area ora assegnata a TNE da parte delle Istituzioni locali per diverse decine di milioni di euro? Quei soldi sono serviti (spero!) per ripianare perdite e rifinanziare le attività imprenditoriali. Quindi? Si sono raffinate le tecniche ma il flusso di denaro ha sempre la stessa direzione e lo stesso verso: dagli Enti Pubblici a FIAT e mai il contrario!

Per concludere, le condizioni nelle quali fare impresa in Italia sono queste ed erano note a Marchionne quando ha accettato il prestigioso incarico: qualcuno, lavorando in Italia con queste condizioni, riesce anche a fare utili. Lui non ce la fa? Ne tragga le logiche conseguenze. E se proprio ritiene che gli stabilimenti nazionali siano una “palla al piede” per l’azienda FIAT, esiste sempre la strada della NAZIONALIZZAZIONE. Ovviamente dopo aver tolto la”I” dall’acronimo di quello che rimane nelle mani della Famiglia. Il tutto a costo zero per gli italiani, che hanno già dato, eccome!

Se davvero, in alternativa, Marchionne volesse dare il via ad una nuova fase della storia imprenditoriale nazionale, accolga l’invito che ieri il Cardinale Paletto, parlando in Sala Rossa, ha rivolto agli  imprenditori e ai lavoratori affinché trovino sul piano della concordia una via per affrontare e risolvere insieme la crisi attuale, ma soprattutto per affrontare in futuro il tema del lavoro per garantire il giusto guadagno all’imprenditore, accompagnato dalla stabilità di un posto di lavoro adeguatamente retribuito, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona umana. Percorrendo questa strada si perviene rapidamente alla SOCIALIZZAZIONE dell’Azienda, coinvolgendo i lavoratori (che sono la vera ricchezza dell’Azienda e sono altra cosa rispetto ai sindacati!) nella gestione della stessa.

Su un punto soltanto si può condividere il discorso di Marchionne: l’operaio non deve comportarsi in modo tale da danneggiare la fabbrica e l’imprenditore. Questi atteggiamenti (spesso anche con risvolti delinquenziali!) sono da condannare senza se e senza ma e non devono essere “coperti” dai sindacati. Il lavoratore ha una propria dignità e una propria etica: pretenderne il rispetto da parte del datore di lavoro significa rispettare chi ha investito in quella attività.

 

Giuseppe Lonero

Segretario Regionale LA DESTRA

Immag0113Ieri sera alcuni militanti de La Destra, tra cui il sottoscritto, si trovavano in via Garibaldi per affiggere manifesti politici negli appositi spazi previsti dalla legge e dal regolamento comunale. Mentre stavamo attaccando i manifesti siamo stati aggrediti da un gruppetto di No Tav che aveva appena finito di manifestare in piazza Castello. Personaggi, in evidente stato di ubriachezza o probabilmente sotto effetto di sostanze stupefacenti, che hanno continuato ad insultarci e hanno staccato ripetutamente i nostri manifesti. Alla faccia della democrazia! Sono dovute intervenire anche le forze dell’ordine che sicuramente sapranno identificare i responsabili dell’aggressione, personaggi a cui evidentemente la libertà di espressione va a genio solamente quando li riguarda, ma che non è tollerata quando qualcuno vuole esprimere idee in contrapposizione alle loro, come abbiamo fatto, in maniera pacifica, noi de La Destra.

Giuseppe Lonero, capogruppo in Comune di Torino de La Destra

LOGO RISOLUZIONESEGRETERIA REGIONALE DEL PIEMONTE
 
Torino, 4 novembre 2010
 
Carissimi,
 
di seguito pubblico il programma del viaggio per ROMA per partecipare alla manifestazione de LA DESTRA che avrà luogo a partire dalle ore 15,00 presso il Salone delle Fontane, via Ciro il Grande – Roma EUR:
 
Partenza alle ore 5,00 di sabato 6 novembre da corso Vittorio Emanuele II – Torino (di fronte al Tribunale)
Prima tappa: Uscita Vercelli Ovest alle ore 5,45
Seconda tappa: Uscita Alessandria Ovest alle ore 6,15
Terzo tappa: Uscita Genova Est alle ore 7,15
 
Arrivo a Roma previsto per le 15,00
Si riparte da Roma al termine della manifestazione, comunque non oltre le ore 21,00
 
Il Segretario Nazionale Francesco Storace si è raccomandato di venire tutti muniti di bandiera tricolore.
 
Sarà un momento importante per la vita del partito, ed esserci è doveroso per chi crede negli ideali della destra italiana!
 
Cordialmente
 
Giuseppe Lonero
Segretario Regionale LA DESTRA

LOGO RISOLUZIONEE’ stata una grande festa di popolo!

Più di tremila persone, militanti, simpatizzanti, curiosi, tutti interessati e appassionati, tutti con un tricolore, a testimoniare l’attaccamento alla nostra Patria.

Si, perché oggi più che mai, bisogna segnare netta e decisa la differenza tra chi ama l’Italia e chi la disprezza a tal punto da muoversi nel mondo politico solo per soddisfare i propri interessi.

Chi ama l’Italia ascolta tutti i giorni le urla di dolore che provengono dal popolo, deluso, scoraggiato, rassegnato perché diventato sempre più povero, perché non si sente rappresentato da una classe politica litigiosa e fanfarona, perché non vede un futuro per le nuove generazioni! Chi ama l’Italia, dopo aver ascoltato il popolo, si rimbocca le maniche, e con i pochi mezzi di cui dispone, lavora quotidianamente per soddisfarne i bisogni.

Chi non ama l’Italia non ascolta nessuno e non agisce a favore del popolo italiano, ma cerca di perpetrare il proprio ruolo, la propria posizione di potere, scegliendo la strategia mediatica più opportuna.

Alla manifestazione de La Destra che si è svolta ieri al Salone delle Fontane dell’EUR, l’amore per l’Italia si respirava nell’aria resa frizzante dallo sventolio delle bandiere, si leggeva negli occhi accesi e commossi dei presenti, si sentiva nel canto come una sola voce dell’Inno Nazionale!

L’amore per l’Italia è desumibile anche dalle parole d’ordine pronunciate dal Segretario Nazionale Francesco Storace nel suo intervento conclusivo: Presidenzialismo, Socializzazione delle imprese, Preferenza Nazionale!

L’Italia e gli italiani hanno bisogno di governabilità, di stabilità di governo, che non è riuscita ad ottenere con il bipolarismo (né tantomeno con il tentativo fallito di bipartitismo). Per ottenerle è necessaria una riforma Costituzionale, seria e radicale, che attribuisca le responsabilià di Governo a una persona eletta direttamente dal popolo.

I lavoratori italiani hanno bisogno che si trovi una via tra capitale e lavoro che riconosca all’imprenditore il giusto guadagno e riconosca il giusto valore ai dipendenti. La partecipazione dei dipendenti alla gestione delle aziende, oltre a indurre gli imprenditori a riscoprire l’etica imprenditoriale, restituirà dignità ai lavoratori che non saranno più considerati un centro di costo, ma la vera ricchezza delle aziende.

I cittadini italiani hanno bisogno di sentirsi orgogliosi della comunità alla quale appartengono e non discriminati per questo. Tutti i cittadini italiani che trovandosi in difficoltà, si vedono preferire nelle loro legittime richieste sociali, uno straniero, si sentono vittime di un’ingiustizia. Per porvi rimedio chiedono che venga restituito valore all’essere cittadini italiani e con questo alla nostra storia, alla nostra cultura, alle nostre tradizioni. La giustizia sociale che ne deriverà, renderà i cittadini italiani più disponibili all’accoglienza e alla solidarietà nei confronti di chi viene in Italia per sfuggire alla fame e alla miseria, dimostrandosi rispettoso delle nostre tradizioni e delle nostre leggi.

Adesso le parole d’ordine ci sono! E sono parole forti, decise, originali nel quadro politico nazionale attuale.

Allora adesso tocca a noi popolo de La Destra scendere in piazza e per le strade per far sapere agli italiani che esiste un partito composto da persone oneste e distinte dai soliti noti del teatrino politico nazionale, che amano la Patria comune a tal punto da mettersi a disposizione della collettività per ricostruire l’orgoglio nazionale e dare un futuro ai nostri figli!

Giuseppe Lonero

FINI DEMOCRATICOIl presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha fatto una scelta che non condividiamo. Venerdì prossimo sarà a Torino e come prima cosa incontrerà le delegazioni di romeni, bosniaci, marocchini, algerini ed extracomunitari che vivono a Torino. E gli italiani? E i torinesi in difficoltà che faticano ad arrivare alla fine del mese? Probabilmente il presidente della Camera pensa che queste persone non siano degne della sua attenzione, che si tratti di problemi non importanti. Perché, invece di fare un’uscita mediatica con gli extracomunitari, non va a farsi un giro nella case popolari della periferia di Torino per vedere in che condizioni vivono gli italiani ed i torinesi onesti, che lavorano, che hanno sempre pagato le tasse e che sono rimasti vittime della politica dissennata di Chiamparino e del centro-sinistra con cui Fini vuole allearsi? Perché Fini ritiene – come ha detto recentemente a “Vieni via con me” su Rai Tre – che il concetto di Patria è cambiato, che la Patria è di tutti, è la Patria degli extracomunitari. Noi la pensiamo diversamente. La Patria è prima di tutto degli Italiani. Chi non la pensa in questa maniera non è di Destra, Fini non è di Destra e Futuro e Libertà non è un partito di Destra. I valori della Destra, oggi, sono rappresentati esclusivamente dal partito di Francesco Storace.

BEPPE LONERO, CAPOGRUPPO IN COMUNE DE LA DESTRA

CIMG2319Sono mesi che vanno avanti, senza finire mai, i lavori stradali per riqualificare via Borgo Sesia, senza che i cittadini siano stati informati sulla data in cui terminerà il cantiere. Questi continui ritardi hanno causato notevoli disagi ai cittadini che, di fatto, si trovano in difficoltà ad uscire di casa. Ci chiediamo come mai l’amministrazione comunale impieghi così tanto tempo per dei lavori classificati come ordinaria amministrazione, che dovrebbero essere portati a termine nel giro di poche settimane. Presenteremo presto un’interpellanza all’assessore Sestero per chiedere come mai i lavori siano durati più del previsto ed in che modo l’amministrazione comunale intende risarcire i cittadini.

 BEPPE  LONERO – CONSIGLIERE COMUNALE “LA DESTRA”

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FEDERAZIONE PROVINCIALE DI TORINO

A tutti gli Iscritti e Militanti

Torino, 26 novembre 2010

Oggetto : Convocazione Assemblea Federazione Provinciale La Destra – Torino.

Il giorno 30/11/2010 alle ore 20.30 presso Terrazza Solferino Via Bertolotti N. 7 – Primo Piano – TORINO, è convocato l’assemblea di militanti e iscritti della Federazione Provinciale di Torino de La Destra per discutere il seguente Ordine del Giorno:

1) Comunicazione Politiche.

2) Pianificazione Attività sul territorio e conferimento incarichi

3) Situazione raccolta firme

4) Pianificazione manifestazione Torino

Cordiali Saluti.

Il segretario provinciale

Valter MACCANTELLI

Finalmente sarà discusso dal consiglio comunale il nostro ordine del giorno che prevede un codice d’argento per agevolare gli anziani all’interno dei pronto soccorso di Torino. La nostra proposta, che ieri ha avuto il via libera da parte della commissione sui Servizi Sociali, prevede tempi di attesa ridotti ed una diagnosi migliore per gli anziani che hanno più di 65 anni. La nostra idea, approvata dalla commissione, nasce dal fatto che a Torino sono più del 15% le persone anziane che hanno più di 65 anni e che sono in continua crescita le patologie legate all’invecchiamento così come aumentano gli anziani più “fragili” e non “autosufficienti”

BEPPE LONERO - CAPOGRUPPO IN COMUNE DE LA DESTRA

Il Pdl, da qualche giorno, ha deciso di indire un sondaggio on line per fare scegliere ai propri elettori il candidato sindaco preferito per affrontare il centro-sinistra nelle prossime elezioni amministrative in programma la prossima primavera. Una scelta che, però, riguarda solamente gli esponenti del Pdl, Ghigo, Ghiglia, Coppola, Bonino ed altri, e non accenna ad altri candidati appartenenti ai partiti che potenzialmente parteciperanno alla coalizione di centro-destra. Ci chiediamo se non sia il caso di allargare il sondaggio in modo da permettere ai cittadini di scegliere anche tra altri candidati e, nel caso in cui la nostra proposta fosse ascoltata, sono pronto fin da ora a sottopormi al giudizio dei cittadini che spero mi vogliano scegliere come candidato sindaco.

BEPPE LONERO - CAPOGRUPPO IN COMUNE DE LA DESTRA

Condanniamo senza se e senza ma l’occupazione dei centri sociali, travestiti da studenti, ieri pomeriggio a Palazzo di Città. Ho già presentato richiesta urgente di comunicazioni al Sindaco per sapere come hanno fatto questi personaggi ad entrare in comune eludendo tutti i controlli di sicurezza. Probabilmente sona stati fatti entrare da qualcuno che aveva interesse a portare avanti le istanze degli “antagonisti”. Si evidenzia, ancora una volta, la presenza di un Chiamparino a doppia faccia. Da una parte condanna i cortei degli “studenti”, dall’altra permette che gli stessi facinorosi occupino il comune e non fa niente per sgomberare i centri sociali.

BEPPE LONERO - CAPOGRUPPO IN COMUNE DE LA DESTRA

Una Grande Vittoria de La Destra!

Articolo archiviato in News

La Stampa 7 Dicembre 2010Approvata all’unanimità la mozione presentata dal Consigliere Giuseppe Lonero per la sospensione del fermo amministrativo (La Stampa 7/12/2010)

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PROGRAMMA

INCONTRO – DIBATTITO

“LA DESTRA nel centro-destra”

 

Domenica 19 dicembre 2010

Teatro Alfa – Via Casalborgone 16 i – Torino

Ore 10.00

 

Ore 10.00    Accredito dei Partecipanti

  

Ore 10.30    Apertura

   Saluto delle Autorità

Introduzione: Giuseppe LONERO

Segretario Regionale LA DESTRA Piemonte

 

Ore 11,00    Dibattito

On. Roberto COTA

Presidente Regione Piemonte (da confermare) o esponente Lega Nord da lui delegato

Sen. Gilberto PICHETTO FRATIN – Rappresentate Pdl

Adriano TILGHER – Dirigente Nazionale LA DESTRA – Responsabile Dipartimento per il Programma

 

Modera: Giorgio BALLARIO – Giornalista “La Stampa”

 

Ore 12.30   Chiusura del dibattito

                    

A seguire

Buffet e scambio degli Auguri di Natale

Giuseppe LONERO

Segretario Regionale del Piemonte

 

SolidaritèKosovoSOLIDARIETÀ alle enclave SERBE del KOSOVO 

A distanza di oltre dieci anni dall’intervento umanitario dell’Onu, il cui fine era la pacificazione dell’antica terra serba di Kossovo e Metohija garantendo un’esistenza pacifica per la popolazione serba e l’autonomia politica per la minoranza albanese, i fatti si sono evoluti diversamente. 

I guerriglieri dell’UCK – signori della guerra – si sono lasciati dietro un pesante fardello: antichi monasteri e chiese rase al suolo, cimiteri distrutti e profanati, villaggi bruciati, donne violate e bambini assassinati. A tale genocidio è seguito un esodo della popolazione serba,  sfollata e costretta a sopravvivere, aspettando una giustizia che è sempre più un miraggio. 

Siamo testimoni impotenti dinanzi a una pulizia etnica avallata dalla comunità internazionale tramite un silenzio complice.  La popolazione serba rimasta in Kossovo testimonia la volontà  di non arrendersi dopo un millennio di partecipazione alla storia e alla cultura dell’Europa, vivendo in situazione di costante pericolo e in condizioni di precarietà.
Donne e bambini costretti in villaggi come fossero in oasi protette, circondati da popolazioni ostili e sotto il rischio costante di aggressioni, che risulterebbero fatali, a cui si oppone di fatto spesso solo qualche sparuto presidio dell’Onu.

Solidarité Kosovo è un’organizzazione non governativa nata in Francia, che si prodiga al loro sostegno, raccogliendo fondi e materiale che porta direttamente in loco organizzando apposite missioni umanitarie (l’attività svolta è visibile al sito  www.solidarite-kosovo.org).

L’associazione ha recentemente dato vita alla sua filiale italiana che promuove una campagna di raccolta in previsione della  prossima missione umanitaria che avrà luogo i primi giorni del mese di gennaio 2011 e pertanto il materiale raccolto dovrà pervenire a Torino entro e non oltre il 30 dicembre, in tempo per essere smistato.

Ricordiamo che sono possibili serate di approfondimento sulla situazione in essere ed è possibile acquistare materiale il cui ricavato andrà interamente devoluto all’iniziativa (a breve pubblicizzeremo l’elenco dei prodotti acquistabili).

L’obiettivo è raccogliere giocattoli e vestiario per i bambini (0 -15 anni) in buono stato di conservazione e incentivare i versamenti in denaro da effettuarsi direttamente sul conto indicato nel sito stesso (alla pagina ‘aider’).  Un dono, un piccolo atto di solidarietà, che può infondere grande gioia nei bimbi che lo ricevono, facendoli sentire meno soli, ma anche un incoraggiamento ai genitori a farli  crescere nelle terre dei loro avi, secondo le proprie usanze.

Aiutarli non è solo un dovere morale o un obbligo verso il sofferente, ma un pegno per future generazioni europee, per dire che ancora ci siamo e ci saremo, nonostante i soprusi, a prescindere dalla violenza.

Aiutaci ad aiutarli!

In occasione della Manifestazione de La Destra che si terrà Domenica 19 Dicembre alle ore 10 presso il Teatro Alfa in Via Casalborgone 16 a Torino, raccoglieremo per i bambini giocattoli e abbigliamento (in buone condizioni!).

Per informazioni: telefono 011-3391928 (lun. e ven. 21-23, sab. 16-19)

e-mail solidaritekosovoitalia@yahoo.it

ImmagineA sostegno della mozione presentata dal suo Segretario Regionale, Giuseppe Lonero, La Destra sarà presente Sabato 18 Dicembre al mercato di Cso Cincinnato, a Torino, per sostenere gli ambulanti che regolarmente pagano le tasse ed hanno il diritto di vedere ripagate le fatiche del loro lavoro. Militanti de La Destra occuperanno i posti che normalmente vengono usati dagli ambulanti abusivi, causa di perdita di clienti per i venditori ambulanti ONESTI.

La Destra, così come rimarcherà durante l’incontro di Domenica 19 Dicembre al Teatro Alfa di Torino, fonda la sua ideologia sui principi di legalità e tutela dei cittadini/lavoratori ONESTI che, in quanto tali, hanno diritto di essere protetti da coloro che furbescamente eludono i propri doveri gravando su chi, al contrario, vive secondo le regole del rispetto e della legalità.

P181210_11.04_[02]E’ stata un vero e proprio successo la manifestazione organizzata da La Destra sabato mattina scendendo in campo a favore degli ambulanti andando ad presidiare gli spazi che di solito occupano gli abusivi nel mercato di corso Cincinnato a Torino. Come per magia la presenza dei volontari de La Destra e di Gioventù Italiana ha tenuto lontano gli abusivi che non si sono fatti vedere nel mercato. Evidente la soddisfazione degli ambulanti e del segretario regionale del partito Giuseppe Lonero che ha promesso di ripetere al più presto la manifestazione anche in altri mercati torinesi. ”La nostra idea di andare a riempire gli spazi solitamente occupati dagli abusivi per contrastare chi non ha la licenza e favorire gli ambulanti italiani regolari si è dimostrata vincente  – ha commentato Lonero -. Chiediamo anche al nucleo mercati dei vigili di sanzionare duramente gli abusivi e di non andare a fare le pulci multando gli ambulanti regolari che magari hanno posizionato il banco solamente un centimetro fuori dal consentito” .

 

BEPPE LONERO

Consigliere Comunale di Torino

SEGRETARIO REGIONALE DE LA DESTRA PIEMONTE

72019_1492072747452_1403013452_31076494_396521_nLa Destra partecipa a pieno titolo alla coalizione di centro-destra con i suoi valori, le sue idee e la sua passione di intendere la politica come servizio ai cittadini. E’ questo l’importante messaggio uscito dal convegno “La Destra nel centro-destra” organizzato questa mattina dal segretario regionale del partito di Storace Giuseppe Lonero al teatro Alfa di via Casalborgone 16 a Torino. Uno degli interventi più apprezzati è stato quello del dirigente nazionale di La Destra, Adriano Tilgher, che ha elencato il contributo che il partito di Storace può portare all’interno della coalizione. “Il nostro impegno politico e l’entusiasmo di tanti giovani sono sicuramente un contributo importante che possiamo dare al centro-destra – ha detto Tilgher -. Inoltre voglio sottolineare la questione morale. E’ giunto il momento di contrapporre anche in politica ai meriti economici (acquisiti grazie alla disponibilità di risorse finanziarie) meriti come la capacità, la passione e la costanza nel portare avanti i propri ideali e le proprie battaglie, anche nell’amministrazione della cosa pubblica”.

Un altro punto toccato da Tilgher è quello dello stato sociale. “All’interno della coalizione possiamo riequilibrare il liberismo di alcuni partiti con la nostra idea di stato sociale – ha detto Tilgher -, che non è assistenzialismo ma il principio secondo cui tutti devono avere le stesse possibilità di accedere ai servizi”.

Il segretario regionale del partito, Giuseppe Lonero, ha toccato due temi su tutti: la sanità e le grandi infrastrutture. “Per quanto riguarda la sanità – ha detto Lonero – spero che finisca al più presto la diatriba tra il presidente della Regione Roberto Cota e il suo assessore alla Sanità Caterina Ferrero, in modo che i cittadini piemontesi possano avere il migliore servizio sanitario al costo minore possibile”. Per quanto riguarda le infrastrutture, invece, Lonero si è augurato che “Si realizzino, senza perdere altro tempo, il terzo valico e la Tav. Non solo come opere fini a se stesse: la Tav deve essere un’opera in grado di favorire il trasporto delle merci e rendere competitivo il trasporto ferroviario nel raggio di 300-400 chilometri. In modo che, oltre che dal punto di vista economico, queste due grandi opere possano portare vantaggi dal punto di vista ambientale e della diminuzione dell’inquinamento”.

Infine da parte del segretario regionale è arrivato un ringraziamento ed un auspicio. “Un ringraziamento a tutti quelli che stanno lavorando, e sono tanti, per far crescere il nostro partito in Piemonte – ha detto Lonero -. E l’augurio che uomini de La Destra possano trovare spazio nella classe dirigente del Piemonte: perché abbiamo uomini validi, leali, che credono nei propri valori e fanno di tutto per portarli avanti”.

Un’idea, quella de La Destra sulle grandi infrastrutture, fatta propria anche dal senatore del Pdl Gilberto Pichetto, che ha dato un contributo importante al dibattito. “La realizzazione delle grandi infrastrutture come la Tav – ha detto Pichetto – è una priorità per il Piemonte e per l’Italia. In questa come in altre battaglie La Destra ed il Pdl sono uniti ed il contributo del partito di Storace può essere fondamentale per far capire anche sul territorio l’importanza strategica di realizzare le grandi infrastrutture”. Al convegno “La Destra nel centro-destra” hanno partecipato anche il deputato della Lega Stefano Allasia, che ha dato il benvenuto a La Destra nella coalizione in vista anche delle prossime elezioni comunali, e il coordinatore regionale del Pdl, il senatore Enzo Ghigo che ha individuato il valore aggiunto che La Destra può portare nella coalizione: quello dei giovani. Secondo il senatore del Pdl, infatti, per il suo modo “genuino” di intendere la politica e per i valori che porta avanti, La Destra può rappresentare un polo attrattivo all’interno della coalizione per tutti quei giovani che vogliono abbracciare con idee ed entusiasmo la voglia di fare politica.

Beppe Lonero

Segretario Regionale LA DESTRA Piemonte

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SEGRETERIA REGIONALE DEL PIEMONTE

La Federazione Regionale piemontese de La Destra e Gioventù Italiana  hanno organizzato per domani, a partire della 20,00, davanti alla Prefettura di Torino in Piazza Castello, un sit-in per esprimere tutta l’indignazione  per la mancata estradizione del terrorista Cesare Battisti e per chiedere alle autorità brasiliane la revisione di una decisione scellerata ed inaccettabile. Il nostro intento, prima di tutto, è quello di esprimere la nostra solidarietà alle vittime del terrorismo, alle famiglie che hanno subito sofferenze tremende per colpa di un omicida che adesso spera di farla franca e di non sottostare alle regole della giustizia italiana, le quali oggi ricevono una umiliazione inaccettabile. Vogliamo giustizia per i famigliari delle vittime di Battisti e per questo abbiamo organizzato per domani un sit-in sotto la Prefettura di Torino per chiedere al Governo di non accettare questa decisione che umilia le famiglie delle vittime e tutti gli italiani!

GIUSEPPE LONERO

SEGRETARIO REGIONALE DE LA DESTRA

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BUONTEMPO14MARZO 038Come si potrebbe definire un partito che pone il tema del lavoro alla base della sua proposta politica, se non un partito che guarda al futuro?

Approvando all’unanimità l’Ordine del Giorno proposto dal Segretario Nazionale Francesco STORACE nella riunione del 5 febbraio a Milano, il Comitato Centrale del partito ha ribadito che i giovani e la giustizia sociale sono i temi sui quali impegnarsi per il bene della Nazione.

Perché parlare della centralità del lavoro, come strumento per la realizzazione dell’individuo, significa dare una prospettiva ai tanti giovani (… il futuro della Nazione!), che si affacciano o si affacceranno al mondo del lavoro e hanno il diritto di non essere sfruttati a scadenza né sottopagati; perché parlare di pari opportunità e meritocrazia, significa trasmettere il messaggio ai giovani che il loro impegno nella formazione non sarà vanificato dalla pratica delle “spintarelle”; perché parlare di etica, significa indicare ai giovani la strada dello stile e non della moda; perché parlare di diritto alla proprietà della casa, significa restituire ai giovani (e non solo!) l’entusiasmo di creare una famiglia in quanto ci sarà un tetto da mettere sulla testa dei propri figli; perché parlare di preferenza nazionale, significa restituire ai giovani quello stato sociale per il quale i loro genitori hanno pagato le tasse. E se un partito indica dei temi di interesse politico-programmatico con i quali offre ai giovani la possibilità di realizzarsi attraverso il lavoro, crea le condizioni perché i giovani dispongano di una casa, li stimola a creare una famiglia perché potranno mantenerla senza angosce e farla vivere in una società giusta, vuol dire che lavora per il futuro della Nazione che ama sopra ogni cosa: LA DESTRA ieri ha fatto questo.

Inoltre, usando un linguaggio chiaro e diretto (nel documento non si parla mai di “politiche giovanili”, né di “politiche sociali per le fasce deboli”, espressioni vuote e demagogiche, tipiche di politici veterodemocristiani e veterocomunisti), Storace si è soffermato particolarmente sul tema della partecipazione dei lavoratori alla gestione e alla divisione degli utili delle aziende (cioè quella che un tempo si chiamava “socializzazione”). Questo viene indicato come strumento necessario per superare l’attuale crisi produttiva del sistema industriale nazionale ma anche per superare la nuova stagione di conflittualità sociale che purtroppo quella stessa crisi ha riproposto. La proposta è di alto profilo ed ha una valenza strutturale, perché significa introdurre un cambiamento di mentalità e di atteggiamento sia negli imprenditori verso i dipendenti, ma anche nei dipendenti verso i datori di lavoro, con una prospettiva temporale indeterminata e per niente contingente.

Qualche imprenditore, ignorando i contenuti del tema, potrebbe pensare di dover condividere la proprietà dell’azienda con i lavoratori. Non è così. Infatti, trascurando il fatto che in ogni caso sarebbe meglio avere come soci i propri lavoratori rispetto alle banche, far partecipare i dipendenti alla gestione dell’azienda non significa necessariamente cedere loro delle quote. La partecipazione dei lavoratori al capitale aziendale, è solo una possibilità, ma non è l’unica e non è obbligatoria: dipende dalla volontà dell’imprenditore. La partecipazione alla gestione dell’azienda da parte dei lavoratori, significa in sostanza, coinvolgerli direttamente nelle scelte strategiche, nella riorganizzazione aziendale, nella gestione finanziaria, nelle politiche del personale, nelle strategie di marketing e commerciali, cioè in tutte quelle fasi della vita dell’azienda che ne determinano il successo, ma che possono anche decretarne il fallimento. Coinvolgendo i lavoratori nelle scelte determinanti per l’azienda si persegue l’obiettivo di suscitare in loro quel senso di appartenenza all’azienda stessa che gliela faccia sentire come cosa propria. Chi danneggerebbe la propria azienda? Chi non gioirebbe per i risultati positivi della propria azienda? Chi non sarebbe disposto a sacrifici per una azienda propria, per difendere il proprio posto di lavoro? Chi non lavorerebbe con maggiore impegno e coinvolgimento sapendo di contribuire all’affermazione della propria azienda, con la prospettiva di ottenere le conseguenti gratificazioni economiche derivanti da quella affermazione?

Questo vuol dire far partecipare i lavoratori alla gestione dell’azienda. Perché anche chi avvita i bulloni, se mentre lo fa ha il sorriso sulle labbra, consapevole che il suo ruolo è fondamentale quanto quello del manager per la migliore riuscita del prodotto, lavora meglio e contribuisce a creare nell’azienda quella pace sociale, unica condizione capace di favorire lo sviluppo e il consolidamento dell’azienda.

E se questo sistema organizzativo delle aziende, teso alla partecipazione attiva e responsabile di ogni individuo coinvolto, teso a conseguire quel senso di appartenenza che mi fa amare quello che faccio, si riproponesse anche nella società civile?

Giuseppe Lonero 

BUONTEMPO14MARZO 071E adesso diteci che non avevamo ragione noi, a dire che bisogna diffidare di Marchionne e dei suoi metodi!

Parlando dagli Stati Uniti, l’amministratore delegato della FIAT Sergio Marchionne ha detto che, in vista della futura fusione con Chrysler, la sede della FIAT si trasferirà da Torino agli USA.

Poi ha corretto il tiro, si dice dopo avere avuto un colloquio telefonico con il Ministro Sacconi. E qualche giorno dopo è stato annunciato l’incontro del prossimo sabato con il Presidente del Consiglio.

Come mai tanta solerzia? Come mai oggi il Presidente interloquisce con Marchionne mentre prima dei referendum capestro di Pomigliano e Mirafiori, il grande manovratore è stato lasciato indisturbato? Forse si cerca di chiudere il recinto dopo che i buoi sono scappati?

Perché il comportamento di Marchionne conferma come il manager del Lingotto continui a considerare il Governo, gli Enti Locali e gli operai come “pezze da piedi”, utili solo per un mero tornaconto economico.

Se il Governo, la Regione Piemonte e il comune di Torino avessero voluto dimostrare di essere seri e autorevoli, avrebbero chiesto a Marchionne di restituire immediatamente tutti i finanziamenti a fondo perduto ricevuti in questi decenni, visto il miglioramento della situazione di cassa e gli utili annunciati per il 2010. Imporrebbero a Marchionne di non ricorrere alla cassa integrazione per tutto il 2011. Minaccerebbero la nazionalizzazione dell’azienda in caso di mancato rispetto degli impegni assunti da Marchionne con il suo piano industriale fantasma. Invece, finora, sono rimasti supini (se non plaudenti!) davanti alle mosse dell’AD, il cui unico scopo è quello di aumentare i profitti per sé e per l’azienda, dimenticando la funzione sociale che una industria come la FIAT svolge non solo sul territorio torinese e piemontese, ma in tutta Italia.

Il dubbio, quindi, è più che lecito. Se Berlusconi incontra Marchionne dopo l’annuncio del trasferimento della sede negli Stati Uniti, viene da pensare che sarà ben più di un colloquio di cortesia. E la fantasia può spaziare liberamente …. fino a ipotizzare le più nefaste conseguenze di una politica turbocapitalista messa in atto da Marchionne fin dal 2004.

Sorge, infine, spontaneo un altro interrogativo. Cosa è andato a fare nei giorni scorsi il Governatore del Piemonte, On. Roberto Cota, negli Stati Uniti? Era al corrente dell’imminente annuncio di Marchionne sul trasferimento della sede FIAT? Ed è stato, per caso, messo al corrente di altri nefasti cambiamenti aziendali? E se sì, ha fatto qualcosa per convincerlo a cambiare idea? Delle due, quindi, l’una: o il presidente della Regione conta poco per Marchionne, oppure Cota è diventato “amico” di Marchionne. Allora abbia almeno il coraggio di dirlo ai cittadini torinesi e agli operai di Mirafiori.

GIUSEPPE LONERO

SEGRETARIO REGIONALE “LA DESTRA” DEL PIEMONTE
CAPOGRUPPO IN CONSIGLIO COMUNALE DI TORINO DE LA DESTRA

9860d2e293a74f39e3e84d7b17c25904E’ vergognoso, criminale ed inqualificabile l’atto con cui questa notte è stato distrutto ed oltraggiato il monumento che ricorda il dramma vissuto dalle popolazioni dalmate ed istriane. Scritte vergognose, come “topi tornate nelle fogne”, hanno accompagnato quest’azione infamante e vergognosa. I criminali che hanno compiuto questo atto da delinquenti sono persone che non hanno rispetto per lo Stato, la Patria e per tutti gli italiani. Siamo vicini ai diretti interessati ed ai loro parenti che hanno subito un’altra volta una violenza dopo l’esodo e l’infoibamento. Siamo fiduciosi nel lavoro delle forze dell’ordine e della digos che stanno indagando su quanto è accaduto. Ci auguriamo che le persone responsabili di questo attentato alla memoria del popolo italiano siano identificate e arrestate. E speriamo che, almeno per una volta, i responsabili di questi crimini siano puniti secondo quanto stabilisce la legge, e non aiutati dalla solita magistratura di sinistra che chiude un occhio quando si tratta di processare persone che fanno parte dell’area anachico insurrezionalista. Gran parte della responsabilità è anche delle giunte di sinistra che hanno amministrato Torino, a partire dalla giunta Chiamparino che ha tutelato i centri sociali e ha formato un terreno fertile su cui si sono innestati episodi vergognosi ed anticostituzionali come quello della distruzione al monumento delle vittime delle foibe. Nel pomeriggio è arrivata anche la durissima condanna da parte del segretario nazionale de La Destra Francesco Storace- <A Torino – ha detto Storace -, si è  verificato l’ennesimo schiaffo alla memoria nazionale. Adesso spero solo che i teppisti che hanno distrutto la lapide che ricorda il martirio delle Foibe siano acciuffati e non subito messi in circolazione dai magistrati>.

 

                        FRANCESCO STORACE – SEGRETARIO NAZIONALE DE LA DESTRA              

GIUSEPPE LONERO – CAPOGRUPPO IN COMUNE DE LA DESTRA.

Ballario

LA DESTRA 6x3

mozionefbLA DESTRA è nuovamente a fianco dei cittadini: Lunedì 21 Febbraio alle 16.30 in Via XX Settembre 34, davanti alla sede dell’Inps si terrà un’importante manifestazione in cui i commercianti e La Destra manifesteranno insieme. Il titolo della manifestazione sarà

NO AL DURC PER CONTINUARE A LAVORARE!

La difficile situazione economica del nostro Paese si sta rivelando particolarmente gravosa anche per i commercianti ambulanti i quali, a causa del notevole calo dei consumi, vedono drasticamente ridotti i propri guadagni trovandosi di conseguenza in ritardo nella corresponsione dei contributi che per legge sono obbligati a versare.

A peggiorare questa già critica situazione ha contribuito la recente introduzione nella Normativa Nazionale dell’obbligo per i titolari di licenze di commercio ambulante a disporre del DURC per svolgere la propria attività.

La suddetta documentazione non è rilasciata dall’Inps

Sia in assenza che in presenza di iscrizione al ruolo esattoriale può essere richiesta la rateizzazione del debito e se si è in regola con i pagamenti delle rate si può ottenere il rilascio del DURC.

Purtroppo però la rateizzazione è stabilita dall’Inps/Società di Esazione, senza che vengano considerate né l’entità del debito né il reddito del debitore.

Noi siamo spinti dalla logica che per far fronte alla corresponsione di quanto dovuto sia necessario avere la possibilità di esercitare il proprio diritto al lavoro

Considerando i numerosi dubbi di costituzionalità sollevati da quanto sopra esposto, derivanti da conflitti di attribuzione e competenza, e ritenendo che i commercianti ambulanti rappresentino un’importante risorsa economica, oltre che culturale e tradizionale, riteniamo necessario chiedere una revisione radicale della vigente Normativa che  contempli:

Risveglio 24-02-2011

IlGiornale020311

gazeboDomani La Destra sarà nuovamente nei mercati di Torino per la Giornata del Tesseramento: dalle 9.30 alle 12.30 tre gazebo nei mercati di Corso Racconigi, Corso Spezia e Corso Sebastopoli. Inoltre attività di volantinaggio dalle 9.30 alle 12.30 nei mercati di Corso Svizzera, Corso Cincinnato e Corso Brunelleschi.

Sarà un’altra  giornata ricca di attività per far conoscere ulteriormente le nostre proposte, i nostri valori, il nostro partito!

192534_1877749311225_1466014239_32217175_2314586_oTorino sta vivendo gli ultimi strascichi da una situazione particolarmente favorevole generatasi con l’evento olimpico del 2006. Oggi gode ancora dei benefici effetti dovuti all’organizzazione dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia che la vedono, a ragione, protagonista.

Ma il cittadino comune, quello che incontriamo tutti i giorni per la strada, è felice di vivere in questa Torino? Escludendo il centro, sul quale si sono concentrate le attenzioni di tutti fino ad oggi, il resto del territorio torinese è davvero così “vivibile”?

E domani, con la crisi economica che incalza e di cui non si scorge il termine, Torino sarà ancora la città tutta lustrini che siamo abituati a sentire descrivere? 

Giustizia Sociale  

La Destra è convinta che si debba applicare il criterio della Preferenza nazionale nell’assegnazione degli alloggi popolari, nell’attribuzione dei posti negli asili nido e nelle scuole materne, negli interventi degli assistenti sociali, privilegiando i cittadini italiani. Bisogna pertanto modificare i Regolamenti Comunali in questa direzione.Questo perché i cittadini italiani, anche attraverso i loro predecessori hanno contribuito maggiormente alla creazione dello stato sociale in Italia e a Torino. Oggi che i cittadini italiani hanno bisogno di una casa, di un posto negli asili nido, di assistenza sociale, devono vedere soddisfatti i loro bisogni. Se questo non avviene a vantaggio di cittadini stranieri che sono in Italia da 3 anni o anche meno, si crea conflittualità sociale e si suscitano sentimenti razzisti o xenofobi. Cosa che non rientra nelle caratteristiche del cittadino italiano medio, né in quello torinese, che però reagisce ai torti subiti dalle Istituzioni. 

Bisogna modificare il regolamento della Commissione Emergenza Abitativa del Comune di Torino, perché troppo spesso è inefficiente e inefficace, quando si presentano casi di vera emergenza: le famiglie e le persone che si trovano improvvisamente prive di risorse economiche, di un posto di lavoro, di una casa, non ottengono una risposta perché le procedure burocratiche sono troppo vincolanti.

Il Comune di Torino deve esercitare anche un controllo diretto e puntuale sull’attività della SORIS, perché quella società non deve diventare uno strumento per vessare i cittadini torinesi in difficoltà economiche, (artigiani, commercianti, professionisti, imprenditori, cuore produttivo della città). Inoltre, si deve dare completa applicazione a una mozione approvata dal Consiglio Comunale, che prevede di non applicare il fermo amministrativo sugli strumenti indispensabili all’attività lavorativa. 

Lavoro sicuro  

La Destra è convinta che la FIAT deve restare a Torino, in quanto la funzione sociale dell’azienda, unitamente a tutto l’indotto che le gravita attorno, è attualmente insostituibile  per tutto il territorio torinese e non solo. Ma le istituzioni non devono restare supine e accettare tutto quello che viene richiesto dalla dirigenza FIAT che minaccia di chiudere gli impianti torinesi. FIAT e le istituzioni devono favorire l’insediamento di aziende ad alta tecnologia, devono favorire l’innovazione e la ricerca, devono favorire le scuole di alta formazione. Il Comune di Torino dovrebbe favorire l’insediamento di una Scuola per Restauratori di auto d’epoca  per non disperdere le competenze e trasferirle ai giovani.

Per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro bisogna anche puntare sulle nuove professionalità offerte dallo sviluppo delle attività convegnistiche, dalle attività turistico-ricettive a sfondo storico-culturale.

Infine la Città di Torino, nell’affidamento degli appalti, deve prestare una particolare attenzione all’applicazione rigorosa delle norme per la sicurezza e la salute dei lavoratori, perché è intollerabile che nel 2011 si muoia ancora per guadagnarsi da vivere.

Per quanto riguarda i commercianti ambulanti, La Destra propone che il pagamento del plateatico e della TARSU avvenga, anche per i titolari di posti fissi, mediante un voucher giornaliero. 

Sicurezza 

La Destra ha effettuato un sondaggio tra la cittadinanza  dal quale risulta evidente che la percezione della sicurezza nella Città da parte dei cittadini è scarsa. Bisogna, pertanto, restituire ai cittadini la libertà di non avere paura, bisogna restituire la fiducia a “vivere” il proprio territorio. La sicurezza del territorio si può ottenere aumentando il presidio del territorio da parte delle Forze dell’Ordine, ma soprattutto consentendo ai legittimi proprietari (cioè i cittadini) di riappropriarsi del territorio.

Se lo spazio pubblico viene lasciato vuoto esso viene occupato dai delinquenti, spacciatori, microdelinquenti e teppisti.

Per favorire il ritorno dei cittadini nelle strade della città, nelle piazze e nei parchi, bisogna rivitalizzare la città, in tutti i suoi quartieri. Anche le periferie devono essere vivibili, altrimenti si creano cittadini di serie A e di serie B e per raggiungere questo scopo possono rivestire un ruolo fondamentale le riqualificazioni urbanistiche del territorio. Queste non devono trasformare Torino nel dormitorio di Milano, ma contribuire a restituire intere porzioni di territorio alla città. Lo sviluppo urbanistico e la trasformazione urbanistica della città non devono essere arrestate per arrivare ad avere una città moderna, nuova e bella. Per ridurre la percezione del degrado bisogna favorire la costruzione di edifici utilizzando tecniche di edilizia a emissioni zero, favorendo la sostituzione urbanistica degli edifici più vecchi privi di valore storico-architettonico.

Inoltre, attraverso la collaborazione tra tutte le parti interessate e con il coinvolgimento di volontari a costo zero, il presidio di alcune porzioni del territorio può essere realizzato senza distrarre uomini alle Forze dell’Ordine, per esempio utilizzando le guardie ecologiche volontarie nella gestione dei parchi pubblici (come previsto da una mozione approvata dal Consiglio Comunale).La Destra promuove attività di presidio del territorio per perseguire la  tolleranza zero  nei confronti di spacciatori, bande organizzate, lavavetri, posteggiatori e zingari. Soprattutto per queste ultime categorie, i vigili urbani normalmente impegnati a vessare i cittadini con le multe, possono essere impegnati nel presidio di incroci e parcheggi pubblici.

La Destra sostiene incondizionatamente la lotta alla droga, perché drogarsi non è un diritto, ma un delitto contro sé stessi e la collettività. Pertanto tutti i tossicodipendenti dovrebbero essere sottoposti a T.S.O. per togliere “clienti” agli spacciatori. In coerenza con questa posizione, tutti i candidati de La Destra si sottoporranno ai test per accertare che non facciano uso di sostanze stupefacenti.

Bisogna ottenere lo sgombero dei centri sociali, ricovero autorizzato di teppisti e delinquenti comuni, e lo sgombero di tutti i campi rom, abusivi e non. Queste due categorie costano alla collettività torinese centinaia di migliaia di euro, senza contare i danni inflitti ai privati.

No ZTL – No Strisce blu – No Tutor – Si a trasporti efficienti 

Bisogna eliminare tutti quei provvedimenti che gravano sulle tasche dei cittadini torinesi, con il solo scopo di fare multe per ripianare il bilancio del Comune di Torino.

Quei provvedimenti non servono per migliorare la viabilità, non servono per migliorare la sicurezza della circolazione, non servono per ridurre l’inquinamento.

Sono solo una forma di tassazione indiretta nei confronti dei cittadini e danneggiano le attività commerciali.

Al contrario bisogna lavorare per migliorare il servizio di trasporto pubblico, utilizzando mezzi di trasporto più moderni, più capienti, meno inquinanti. Inoltre bisogna prolungare l’orario di funzionamento della metropolitana, soprattutto nei mesi estivi.

Il costo del biglietto deve essere ridotto, rendendolo gratuito per gli studenti di qualunque età e per i genitori degli studenti minorenni che li accompagnano a scuola.

Torino ha un aeroporto utilizzato al di sotto delle proprie possibilità e pertanto bisogna favorire l’istituzione di voli low cost per le destinazioni più utili ai collegamenti turistici e commerciali. Inoltre l’aeroporto è collegato alla Città con una linea ferroviaria che termina in una zona desolata: bisogna collegare questa linea con il centro cittadino. 

Sviluppo culturale della città 

Nella Città bisogna trovare spazi da assegnare gratuitamente ad associazioni culturali di giovani, da utilizzare per varie forme di aggregazione e di attività culturali.

Tutto questo senza discriminazioni ideologiche, perché esistono associazioni che si ispirano agli ideali e ai valori di destra, che troppo spesso non ricevono lo stesso trattamento che viene riservato alle associazioni di ispirazione ideologica opposta.

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