“Vivi come se dovessi morire oggi, pensa come se non dovessi morire mai”

Articolo archiviato in News

 LOGO RISOLUZIONE

FEDERAZIONE REGIONALE DEL PIEMONTE

 Torino, lì 29 luglio 2010

A tutti gli Iscritti e Simpatizzanti

Oggetto: Manifestazione contro la chiusura dell’Ospedale di Giaveno

Con la presente si comunica l’adesione ufficiale del partito LA DESTRA alla manifestazione contro la chiusura dell’Ospedale di Giaveno organizzata dal Comitato Spontaneo Pro Ospedale di Giaveno, che si svolgerà a Giaveno Venerdì 30 luglio 2010.

Il ritrovo è previsto  in Piazza Mons. Del Bosco alle ore 20,30. Alle ore 21,00 è prevista la partenza della fiaccolata che seguirà il seguente percorso: Via don Pogolotto, Via Sangano, via XXIV maggio, Piazza Sant’Antero, Piazza Sclopis, Via Umberto I, Via XX settembre, Piazza Claretta, Via Roma, Via Ospedale, e terminerà di fronte all’ingresso dell’ospedale. Gli organizzatori, auspicando una partecipazione corretta e non tesa a strumentalizzare politicamente la manifestazione, hanno invitato tutti i partiti politici che intendessero aderire alla manifestazione a non esporre le proprie bandiere.

LA DESTRA ritiene che questa battaglia sociale sia degna di essere combattuta, per non privare un intero territorio di un servizio socio-sanitario indispensabile.

Invito pertanto tutti coloro che possono a partecipare alla manifestazione, estendendo l’invito a chiunque possa essere interessato.

Grato per la collaborazione

Cordialmente

Il Segretario Regionale

(Giuseppe LONERO)

LA FIAT E’ IN DEBITO!

Articolo archiviato in News

Nei giorni scorsi, dopo la trionfale presentazione del nuovo piano industriale e l’annuncio di utili milionari, dall’Amministratore Delegato della FIAT, Marchionne, è arrivata la doccia fredda: “La nuova L-0 non si produrrà a Mirafiori bensì in Serbia”. E gli impegni presi? E le promesse fatte? Tutte rimangiate. Il Consiglio Comunale ha reagito tempestivamente con Discussioni e Ordini del Giorno. Serviranno? Mentre pubblichiamo quanto segue, è in corso la riunione convocata dal Ministro Sacconi a Torino (giustamente, a differenza di quanto sostiene il responsabile economico del Partito Democratico, perché è qui che la Fiat ha incrinato la sua affidabilità!) tra le parti interessate (anche se mancano i rappresentanti delle PMI, quelle dell’indotto, che avranno gravissime ripercussioni dal ridimensionamento di Mirafiori!), per affrontare la questione. A quel tavolo, servirà che le Istituzioni ricordino a FIAT (e a Marchionne!) tutti i benefici, gli aiuti, gli incentivi che nei decenni ha ricevuto, magari alzando anche la voce, se necessario. Bisogna impedire che FIAT utilizzi le Istituzioni come bancomat e i territori dove insedia gli stabilimenti come campeggi (ed è bene che ne sia consapevole anche la Serbia: quando Kragujevac non sarà più ritenuta “utile” verrà abbandonata al suo destino!). Bisogna che FIAT rispetti la dignità dei lavoratori, (che l’hanno resa grande!) e la funzione dei sindacati, colpendo chi prova a fare il furbo ma garantendo le persone serie e corrette! La Destra è sicuramente schierata dalla parte dei lavoratori onesti, dei padri di famiglia che senza lavoro non saprebbero come dare da mangiare ai propri figli! Nell’ipotesi in cui FIAT non volesse sentire ragioni e non volesse restituire, in termini di produzione e lavoro, al territorio e alle Istituzioni quello che ha ricevuto nei decenni, La Destra non avrebbe dubbi sulla strada da seguire: i soldi dei cittadini italiani utilizzati finora per sostenere la più grande industria italiana sono ampiamente sufficienti per nazionalizzarla. E il sudore versato dagli operai per aumentare gli utili della Ditta meriterebbe la possibilità di far partecipare gli operai stessi alla gestione (e quindi agli utili!) dell’Azienda!

P1000737ANALISI DELLO STATO ATTUALE

Il Partito, così come un anno fa, sta vivendo, anche in Piemonte, un momento di profondo sbandamento ideologico e motivazionale, ulteriormente aggravato dalla frustrazione per aver affrontato con il coltello tra i denti due campagne elettorali risultate, lo diciamo senza mezzi termini, perdenti. Il partito si trova, così, con diversi eletti nelle amministrazioni locali, ma nessuna rappresentanza in Enti superiori che potrebbero dare un pò di visibilità e di sostegno economico e organizzativo. I militanti lamentano una carenza di sedi e di materiale propagandistico, e i dirigenti, a causa delle scarse risorse economiche, non riescono a fornire gli “strumenti” necessari per svolgere l’attività politica e propagandistica sul territorio.

Al contrario di quanto accadeva un anno fa, però, oggi il partito è accasciato e chiuso in sé stesso, è silente. Forse perché aggiungiamo alla carenza di mezzi, di risorse, di strutture, di uomini, la scrupolosa ricerca di una modalità di espressione che non urti coloro che domani potrebbero essere i nostri alleati. Spunti per uscite pubbliche, che avrebbero potuto attirare l’attenzione dei media sia a livello nazionale che regionale e locale, ce ne sono stati e ce ne sono tutti i giorni. Ma come possiamo far convivere le dichiarazioni in libertà dei leghisti soprattutto sull’unità nazionale, con il nostro convinto nazionalismo? E come possiamo coesistere con un partito liberista che guarda più agli industriali che agli operai? E come possiamo sostenere un governo che affama le categorie deboli e non assume provvedimenti strutturali per riformare il mondo del lavoro, la giustizia, il welfare, la scuola?

POSIZIONAMENTO NEL QUADRO POLITICO NAZIONALE

I nostri interlocutori privilegiati sono stati, finora, i partiti della maggioranza di governo! Ma come fare a trasmettere ai cittadini prima e agli elettori poi, le caratteristiche sociali, popolari, identitarie, nazionali del nostro partito? E soprattutto come comunicare che grazie a quelle caratteristiche, che ci rendono diversi da ogni altro esponente di altri partiti, noi possiamo diventare la garanzia di attenzione alle fasce sociali deboli in un governo liberista, e la garanzia di difesa dell’unità nazionale contro l’idea secessionista?

Il primo passo, quindi, è definire, attraverso percorsi seri e profondi, quale è la proposta politica de La Destra e come intendiamo realizzarla. In sostanza dobbiamo saper rispondere alle domande che tutti i giorni la gente ci pone: Chi siamo? Cosa vogliamo?

Oggi, quindi, per il partito è diventato urgente e irrinunciabile approntare un progetto politico nuovo ispirato a principi e valori immortali, per dare origine a un “Movimento Sociale Nazionale” da portare in piazza con strumenti e metodi nuovi, finalizzati a portare questa Destra al governo ai vari livelli istituzionali. Un progetto “che riporti l’etica nella politica, che riproponga, con forza e convinzione, il tema identitario e dell’unità della Nazione, che trovi una sintesi di attenzione al sociale tra l’assistenzialismo delle sinistre e il liberismo sfrenato del centro destra al governo, che ponga in via prioritaria i temi della formazione e del lavoro, come elementi indispensabili per la realizzazione piena della personalità di ogni singolo individuo nel rispetto della dignità di ciascuno” come dicevamo già nel Documento illustrato all’esecutivo Politico proprio di un anno fa. Per ottenere questo l’unica via è quella del Congresso Nazionale.

Se questo progetto politico nuovo tardasse ad essere predisposto e divulgato, noi potremmo essere, a breve, ulteriormente svuotati da un lato dalla volontà di soddisfare ambizioni personali e dall’altro dalle definitive rinunce dovute alla presa d’atto dell’impossibilità di far emergere una ideologia di destra nel quadro politico attuale.

Per predisporre il progetto politico nel dettaglio, si dovrebbe dare nuovo impulso all’attività dei Dipartimenti del Partito, magari aprendoli a contributi anche di intellettuali, scienziati, ricercatori, professionisti esterni al partito ma interessati a partecipare alla costruzione di questo nuovo progetto e successivamente coinvolgibili. Questo richiede, da parte del partito, uno sforzo per sostenere economicamente, i momenti di approfondimento e confronto (riunioni decentrate, convegni, work-shop, ecc) finalizzati a reperire nuove idee e proposte.

Una volta risposto alle domande chi siamo e cosa vogliamo, in maniera chiara, semplice, facilmente comunicabile e quindi comprensibile a tutti, dovremo decidere se percorrere il cammino verso la realizzazione del nostro progetto da soli o in compagnia, e in quest’ultimo caso in compagnia di chi.

La prima soluzione, la più semplice e la più istintiva, è quella di pensare ad un cammino solitario. Ne abbiamo la forza? Abbiamo le risorse, economiche e umane, per contrastare gli avversari, o dobbiamo sperare che la leggenda di Davide e Golia si perpetri quotidianamente? Sicuramente potremo dire di essere “duri e puri”, ma saremo veramente d’aiuto alla povera gente? Riusciremo a trasformare la nostra amata Patria in un modello di Stato moderno? 

Qui apro una parentesi perché c’è chi ipotizza di seguire questa strada dopo aver unificato l’area. Quest’ultimo è un processo in salita, come dimostrano le ultime vicende interne ad Area Destra, ma come conferma la miriade di movimenti che fanno riferimento ad un’area politica di destra, ognuno dei quali dovrebbe rinunciare a qualcosa per confluire in un unico soggetto politico nel quale scomparirebbe. Ma soprattutto questo percorso è in salita perché, nell’ambito di questa area (ma anche all’interno del nostro stesso partito) ci sono posizioni molto diversificate su alcune tematiche non irrilevanti: sacralità della vita (aborto, richiesta di introduzione della pena di morte per alcuni reati, testamento biologico); politica estera e rapporti internazionali (atteggiamento verso gli Stati Uniti, rapporto con lo Stato d’Israele e l’Autorità Palestinese, impegno dell’Italia in Iraq e in Afghanistan, atteggiamento nei confronti dell’Unione Europea, ecc.). Si potrebbe cominciare ad individuare i punti comuni, magari organizzando manifestazioni e incontri a livello locale, ma il percorso sarebbe troppo lungo.

La seconda soluzione è quella di pensare ad un cammino in coalizione. In questo caso, però, dobbiamo essere chiari con i nostri potenziali alleati sulla volontà di difendere la nostra autonomia e la nostra dignità. Quello che è successo in Piemonte deve essere un monito per le prossime occasioni. A fronte di un comportamento serio e responsabile, di un impegno spasmodico e leale, la nostra dignità politica finora è stata calpestata, ignorando la nostra volontà e disponibilità a continuare a lavorare con la coalizione e con il Presidente che abbiamo sostenuto. Inoltre, per non incrinare i rapporti, in questo periodo ci siamo ben guardati dal criticare apertamente chi non sta mantenendo pienamente gli impegni elettorali. Questo non deve più accadere, per me è un impegno preciso e solenne, anche a costo di ipotizzare un percorso solitario non solo in Regione ma anche nel Comune di Torino!

COMUNICAZIONE

Dopo che La Destra avrà approntato questo nuovo progetto politico che deve confermare i principi e i valori di riferimento (sacralità della vita, valorizzazione della persona umana e difesa della sua dignità, umanesimo del lavoro, difesa della famiglia come nucleo fondante della società, attenzione agli ultimi, difesa della nazione), ed avrà deciso di far “sognare” ancora il popolo italiano, attraverso l’identificazione di pochi temi forti nei quali gli italiani possano identificarsi, si dovrà elaborare una modalità comunicativa su scala nazionale.

Questa modalità deve avere come fulcro il Segretario Nazionale, che dia costantemente gli input necessari, che indichi la linea del Partito in coerenza con i contenuti del progetto Politico. Sarà poi compito delle sedi locali fare proprie linea e input e diffonderle attraverso una struttura radicata e diffusa, composta da esponenti credibili perché competenti nonchè esempio di eticità e di capacità di comportamento. Tale struttura, se anche oggi è ampiamente lacunosa, non tarderà ad essere completata se avremo idee chiare e precise da diffondere sul territorio. In carenza di una linea comune ogni Federazione deve fare per sé, rischiando di entrare in contrasto anche tra regioni confinanti, e non sapendo cosa rispondere quando un militante ci chiede: ma a Roma cosa ne dicono?

Inoltre bisogna porre rimedio al proliferare di “politologi da tastiera”, nonché di cortili nei quali ogni oca vuole dire la sua sulla linea del partito e sulle cose da fare: la gerarchia comunicativa, oltre che politica e organizzativa, è fondamentale per rendere credibile un partito ed i suoi esponenti, soprattutto a livello locale!

STRUMENTI E METODI

Uno strumento per migliorare la penetrazione tra la gente e per facilitare la comunicazione della nostra autonoma diversità, può essere quello di modificare o integrare il nome del partito. Introducendo aggettivi o sostantivi che qualifichino meglio quello che siamo e quello che vogliamo (siamo un Movimento Sociale e Nazionale), cominceremmo a far capire che La Destra non è al governo, che non è di Berlusconi, che non è la Lega!

Un secondo strumento, che darà frutti a più lunga scadenza, è quello della scuola di partito che non può essere svolta solo a Roma (perché sarebbe economicamente insostenibile per i più). Essa è indispensabile per rendere consapevoli i quadri dirigenti, per fornire loro strumenti e metodi per l’attività politica e per la comunicazione politica. Il supporto del partito in questo senso potrebbe essere quello di fornire le registrazioni delle lezioni tenute a Roma, a tutte le federazioni perché le somministrino ai propri quadri e militanti.

Infine, è necessario dare una struttura ben organizzata al partito sul territorio, a partire dalle sedi locali. Le federazioni provinciali, però, in assenza di un sostegno economico da parte del partito, spesso non riescono a sostenere autonomamente le spese. Eppure una sede è indispensabile: in questo senso il partito, se vuole essere radicato in ogni provincia, deve trovare il modo per finanziare l’apertura delle sedi locali.

Il partito potrà raggiungere gli obiettivi prefissati se sceglierà la strada del movimentismo, della presenza costante e autorevole nelle piazze, per le strade, tra la gente, lì dove c’è un problema, un bisogno, un’esigenza! In questo senso è opportuno individuare delle campagne politiche a livello nazionale mirate a soddisfare i bisogni della gente.

Infine, già un anno fa dicevamo: “Ma tutto questo potrebbe essere vano se a monte non è stata effettuata un’analisi della società per individuare i potenziali destinatari privilegiati dei messaggi, delle proposte e delle iniziative de La Destra. Solo se sapremo individuare preventivamente i nostri potenziali interlocutori potremo definire meglio il linguaggio e i contenuti”. In sostanza spingevamo ad effettuare un’attività di “marketing” che purtroppo non è mai stata effettuata e che invece sarebbe utile fare.

ALCUNE PROPOSTE

Alcune idee sulle quali lavorare possono essere:

-                     Riforma del sistema fiscale basata sul principio che non si possono pagare le tasse su soldi che non si hanno più perché li si è già spesi (detraibilità totale delle spese effettuate) – Un primo passo potrebbe essere quello di consentire la totale detraibilità dall’imponibile delle spese effettuate per acquisire prodotti e merci italiane.

-                     Inserire l’essere Cittadino Italiano tra gli elementi che concorrono a definire il punteggio per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e negli asili nido

-                     Garantire il diritto alla casa per tutti (inteso come diritto alla proprietà), con significativi interventi pubblici, attraverso l’istituto del mutuo sociale

-                     Creazione di una banca di credito cooperativo a sostegno della imprenditorialità giovanile e femminile, ma anche per facilitare l’accesso al microcredito delle famiglie in difficoltà e al credito per le piccole imprese e per gli artigiani e professionisti

-                     Richiamo della funzione sociale delle aziende che forniscono servizi pubblici essenziali, che non devono avere l’utile come obiettivo ma la fornitura del miglior servizio possibile al minor costo possibile

-                     Adeguamento delle risorse, dei mezzi, degli strumenti operativi e dei salari per le Forze dell’Ordine, oltre ad una riorganizzazione delle stesse per evitare inutili sovrapposizioni di competenze

-                     Lotta all’immigrazione clandestina attraverso l’applicazione rigorosa delle leggi vigenti (soprattutto per quanto riguarda i rimpatri) e attraverso iniziative che consentano di aiutare i paesi bisognosi nel loro territorio

CONCLUSIONI

Tutto quello che abbiamo sostenuto finora sarebbero solo parole se non riusciremo a urlare alla nostra società e al mondo politico che LA DESTRA C’E’, se non riusciremo a tornare a fare politica per la strada, tra la gente, se non riusciremo ad entusiasmare la gente con il desiderio di un ritorno alla politica ma a quella “pulita” come piace a noi, che risolve i problemi della vita quotidiana delle persone comuni!

E come possiamo risvegliare entusiasmo e suscitare interesse su di noi, se noi per primi non abbiamo fiducia in noi stessi e nel nostro progetto, se noi per primi ci guardiamo in cagnesco uno con l’altro, se basta una contrarietà perché ognuno si costruisca il proprio movimentino politico di cui diventa “Duce”?

Allora anche su questo, caro Segretario, dobbiamo lavorare, tutti insieme, per ritrovare fiducia in noi stessi, per ritrovare entusiasmo nel nostro progetto politico, per ritrovare la voglia di stare insieme e uniti, coprendoci le spalle l’uno con l’altro come veri camerati!

Dobbiamo costruire “uomini etici”, che siano consapevoli del proprio ruolo e delle proprie responsabilità, che si sentano parte di una comunità umana che non svenderebbero mai per niente al mondo!

Torino, lì 10/07/2010

Il Segretario Regionale

Giuseppe Lonero

LOGO RISOLUZIONE FEDERAZIONE PROVINCIALE DI TORINO

 A tutti gli Iscritti al partito

e p.c. Al Segretario Regionale de LA DESTRA del PIEMONTE

         Giuseppe LONERO

         Sede

Torino, lì 14 luglio 2010

Oggetto: Convocazione Congresso provinciale de LA DESTRA

Con la presente il sottoscritto Commissario Provinciale di Torino, d’intesa con il Portavoce Regionale Giuseppe LONERO, previa comunicazione alla Segreteria Nazionale,  convoca il l Congresso Provinciale della provincia di Torino in data 20 luglio 2010 ore 20.30 presso Centro Uffici Terrazza Solferino, via Bertolotti n. 7  – Torino

Secondo quanto riportato nel Regolamento del Congresso, “la convocazione del Congresso Provinciale sarà affissa nella sede della Direzione Nazionale, della Federazione Provinciale e di tutti i Comitati Comunali della Provincia almeno cinque giorni liberi prima dello svolgimento del Congresso. La convocazione verrà inoltre pubblicata sul sito ufficiale del partito “la-destra.it” e sul quotidiano telematico “destra news”.

A livello locale, questa  convocazione sarà resa nota agli iscritti tramite i normali metodi di comunicazione interna (mail, sms, telefonate, pubblicazione su sito provinciale e regionale, ecc.).

Il Commissario  Provinciale

(Valter Maccantelli)

Provate ad andare a rileggere cosa scrivevamo il 29 aprile su questo sito: una proposta de La Destra per risolvere i problemi di liquidità delle piccole e medie imprese, degli artigiani e dei professionisti che vantano crediti nei confronti degli Enti locali, di loro Consorzi, delle ASL, ecc.. L’idea era semplice: costituire presso FINPIEMONTE un fondo che rilevasse il credito maturato da chi aveva effettuato lavori, prestato servizi o forniture alle aziende pubbliche e pagasse il creditore in tempi brevi. Questa proposta era stata sottoposta all’attenzione del Presidente COTA già in data 26 aprile, senza ricevere neanche un riscontro di avvenuta lettura o presa d’atto. Ecco perchè oggi, leggendo l’intervista al Presidente COTA pubblicata su LA STAMPA a pag. 7 (quindi sulla cronaca nazionale) abbiamo avuto prima un sussulto d’orgoglio, poi un moto di stizza! Perchè leggere le parole del Presidente leghista, secondo il quale in Regione Piemonte ”stiamo lavorando perchè Finpiemonte, attraverso l’istituto della cessione del credito, anticipi il pagamento dei fornitori. Non solo (della Regione Piemonte, ma) anche delle ASL. Diventando in prospettiva una struttura di supporto ai comuni“, significa che la nostra proposta può diventare realtà! Ma delle due l’una: o il Presidente COTA, o chi per lui, ha avuto la nostra stessa identica idea – e in questo caso si avrebbe la conferma che abbiamo fatto bene a consentirgli di diventare Presidente del Piemonte con i voti dei nostri elettori, vista la straordinaria coincidenza di vedute e di idee! – oppure ha semplicemente considerato la nostra proposta degna di attenzione al punto da lavorarci sopra per trasformarla in realtà. Ma in quest’ultimo caso, perchè il Presidente COTA non ha avuto il buon gusto, non dico di chiedere a La Destra un nominativo da inserire nel c.d.a. di Finpiemonte con specifica delega all’attuazione di questo progetto (sarebbe stato chiedere troppo, vista la guerra che c’è stata per spartirsi quelle poltrone!); non dico neanche di dichiarare al quotidiano che l’idea non era sua ma di un partito della sua coalizione (La Destra, ne ha sentito parlare?); ma almeno di darci una pacca sulla spalla, facendoci chiamare o scrivere da uno dei suoi sottouscieri, per dirci che l’idea era buona e che l’avrebbe fatta sua? Eppure il Presidente si erge spesso a paladino della meritocrazia! Forse questo criterio vale solo per i militanti padani?

“Fai del bene e scordatene” diceva mio nonno, coltivatore diretto brindisino, Cavaliere di Vittorio Veneto, combattente per la Patria!

Sabato 10 luglio il Segretario Nazionale de La DESTRA, Sen. Francesco STORACE, sarà a Torino.

L’occasione sarà utile per parlare della reale situazione politica nella nostra regione e per acquisire dal Segretario le ultime novità sul quadro politico nazionale e sulle prospettive per La Destra.

Il programma della giornata sarà il seguente:

Al mattino alle 11,30 presso il gazebo in piazza Castello di fronte al Palazzo della Giunta Regionale laddove si raccoglieranno le firme per chiedere che venga applicato il criterio della preferenza nazionale nell’assegnazione degli alloggi popolari. Alla manifestazione è stato invitato a presenziare anche il Presidente della Giunta Regionale On. Roberto Cota e sarà organizzata una conferenza stampa. Sono invitati a garantire la maggiore presenza possibile tutti i militanti, gli iscritti, i simpatizzanti e amici a partire dalle ore 11,00.

La pausa pranzo è libera.

Al pomeriggio alle 14,30 ci ritroviamo presso l’HOTEL GOLDEN PALACE in via Arcivescovado per una riunione dei quadri, alla quale sono invitati gli iscritti. Sono previsti gli interventi oltre che del Segretario Regionale e di tutti i Segretari Provinciali, anche di dirigenti ed iscritti presenti. Chiuderà i lavori il Segretario Nazionale Sen. Francesco Storace.

Nella mattinata di sabato 26 LA DESTRA torinese ha dato il via ad una campagna per rivendicare le legittime aspettative dei cittadini italiani. Nei mercati cittadini, militanti de La Destra di Torino, hanno cominciato a raccolgiere le firme a sostegno della petizione per chiedere alla Regione Piemonte di modificare i requisiti per l’assegnazione degli alloggi popolari. In particolare La Destra chiede che essere CITTADINO ITALIANO sia uno dei requisiti che dà diritto a un punteggio di merito, insieme a reddito, condizioni di salute, stato di famiglia, ecc.. Solo in questo modo le famiglie bisognose di cittadini italiani, che pagano le tasse da generazioni e quindi hanno contribuito anche alla realizzazione di quegli alloggi di cui oggi hanno bisogno, possono vedere accolte le loro aspettative. Al contrario, se tra i requisiti rimanesse solo la residenza, le famiglie di cittadini stranieri, più numerose e con minori redditi (chissà poi perchè?), sopravanzerebbero, come in effetti succede nella maggior parte dei casi, quelle italiane. Il mancato soddisfacimento di una legittima esigenza, cioè una casa dove far vivere decorosamente la propria famiglia, provoca il più delle volte una giustificata reazione anti-immigrato (il più delle volte fraintesa come razzista!). Dare il giusto valore alla cittadinanza italiana nell’assegnazione delle case popolari (ma si potrebbe dire lo stesso per i posti negli asili nido, nell’assistenza sociale e sanitaria) è quindi, per La Destra, solo una esigenza di giustizia sociale!
La raccolta firme proseguirà per tutto il mese di luglio nei principali mercati torinesi.

La Destra ha votato contro alla delibera per l’istituzione del registro delle unioni civili perché è convinta che attraverso questo “albo”, si vogliano riconoscere le coppie di fatto omosessuali. Lo conferma il riferimento al “crescere di forme di legami affettivi che non si concretano nell’istituto del matrimonio”, e la citazione dell’art. 2 dello Statuto del Comune di Torino con il quale ci si impegna ad “agire attivamente per garantire pari opportunità di vita e di lavoro a uomini e donne e per rimuovere le discriminazioni basate sulle tendenze sessuali”! E altrimenti perché sottolineare che la tutela costituzionale prevista nell’art. 2 della Costituzione “si estende sicuramente alla fattispecie della famiglia di fatto”? Dimenticando che la famiglia di fatto è comunque sempre costituita da un uomo e da una donna, come ha di recente ribadito la Corte Costituzionale negando il diritto al matrimonio delle coppie omosessuali? La famiglia, intesa come unione, anche di fatto, tra un uomo e una donna è il fulcro della società italiana e La Destra si oppone alla volontà delle sinistre di dare copertura legale ad altre unioni di conviventi, soprattutto se le si conferisce la dignità di “famiglia”, tramite il rilascio di dichiarazioni di stato civile che attestino la costituzione di una famiglia basata su “vincoli di natura affettiva”! Per finire, una volta riconosciuto il rango di famiglia alle unioni omosessuali, chi impedirà loro di chiedere l’adozione di un bambino?

Un’interrogazione di Lonero

 La rassegna stampa quotidiana è un importante servizio interno del Comune. Ma ultimamente non funziona come dovrebbe. Da dicembre c’è stato il cambio della guardia della ditta a cui è stato affidato il servizio con un bando di gara. Con la nuova gestione della milanese L’eco della stampa sono iniziati i problemi. La qualità del servizio è peggiorata, per esempio vengono riportati articoli di altre province di scarso interesse e molto spesso mancano articoli di notevole rilevanza riferiti ad avvenimenti di Torino. Come mai succede tutto questo? Il Capogruppo Giuseppe Lonero per avere risposte chiare ha presentato un’interrogazione. Il consigliere domanda in che modo viene gestito il servizio di Rassegna Stampa e in particolare, come viene effettuata la scelta delle notizie da riportare quotidianamente sulla stessa. E quanto costa il servizio al Comune?      

Lonero appoggia la protesta dei lavoratori sotto il Comune

 Da troppo tempo la situazione della Rai torinese è nebulosa. Si continua a parlare di dismissioni di buona parte delle attività presenti a Torino, in particolare del Centro Ricerche. Il fatto più preoccupante è la latitanza dei vertici dei Rai, che finora non hanno proposto un piano industriale per il rilancio di tutte le attività e per tutelare i posti di lavoro. La sede Rai di Torino è solo al secondo posto dopo quella di Roma e può contare su alte professionalità e quattro punti di eccellenza come il Centro di produzione, la Direzione generale, l’Orchestra sinfonica e il Centro ricerche. Manca totalmente all’interno dell’Azienda una strategia e un dialogo per capire esattamente il futuro. “Il servizio pubblico va tutelato e soprattutto i lavoratori – conclude Lonero – chiederò che vengano convocati urgentemente i vertici Rai in Commissione consiliare per conoscere le reali prospettive del polo torinese e solleciterò il Presidente della Regione Roberto Cota a prestare la massima attenzione a questa problematica. Esprimo la mia massima solidarietà ai lavoratori”.

RAI3

RAI

keep looking »